Sciopero dei Tir, produzioni auto ferme
Sono stimate in oltre 4 mila vetture in meno prodotte al giorno negli stabilimenti le conseguenze dello sciopero dei Tir in corso in tutta Italia
Il primo blocco degli impianti Fiat è partito con il primo turno di martedì e poi è proseguito inesorabilmente su tutti i turni successivi, prima martedì 24 gennaio, poi oggi mercoledì 25. E tutto lascia supporre che il fermo tecnico andrà avanti anche nei prossimi giorni: lo sciopero degli autotrasportatori che sta lentamente mettendo in ginocchio l’Italia impedisce il rifornimento dei componenti agli stabilimenti Fiat che si sono così fermati. L’attività è sospesa negli impianti di Melfi (Grande Punto), Cassino (Alfa Giulietta e Fiat Bravo), Pomigliano (nuova Panda), Mirafiori (Alfa Mito, Fiat Idea, Lancia Musa) e Sevel di Atessa che produce veicoli commerciali per Fiat e Psa (Ducato e altri). Secondo stime provenienti da fonti vicine al Lingotto e riprese dalle principali agenzie di stampa, il blocco di martedì ha causato la mancata produzione di 4 mila 200 auto. Le stesse fonti fanno sapere che la produzione in meno potrà essere recuperata solo se lo sciopero non andrà avanti per troppo tempo. A questo proposito il governo ha dato ampie rassicurazioni alla UE che il blocco dei Tir non proseguirà e pur se le proteste continuano sono arrivate le prime ordinanze dei prefetti per sbloccare alcuni passaggi in snodi fondamentali, per esempio alle porte di Roma. La situazione dovrebbe quindi migliorare nei prossimi giorni. Oltre al blocco delle forniture negli stabilimenti, infatti, una protesta prolungata avrebbe comportato la difficoltà d’approvvigionamento anche dei pezzi di ricambio da parte delle singole carrozzerie a causa del progressivo svuotamento dei depositi territoriali, come già accaduto in Sicilia la settimana scorsa.
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