In provincia di Benevento è nato il consorzio Carrozzerie Unite della Val Telesina. Obiettivo : contrastare il potere delle Assicurazioni
Cercate sulla carta geografica Valle Telesina: troverete una piccola comunità molto molto unita e concentrata sulle proprie forze. Quella dei carrozzieri, in particolare, uniti per contrastare “il superpotere delle assicurazioni e promuovere le proprie officine: prove tecniche di consorzio in Valle Telesina”, come tengono a sottolineare senza troppi giri di parole. Come hanno fatto con la loro lettera aperta indirizzata agli “ignari automobilisti per informarli su alcuni contratti ingannevoli proposti dagli assicuratori e sottoscritti da molti per pochi euro di sconto - a volte non più di € 3,00 - ma senza sapere cosa avevano sottoscritto”. E per denunciare a volte qualche pratica poco corretta e al limite della legalità messa in atto da colleghi privi di scrupoli: così in Valle Telesina, in provincia di Benevento, otto piccole carrozzerie indipendenti, sostenute da Cna, hanno deciso che era possibile dire basta a un sistema che spesso sconfina in Campania nella concorrenza illecita. Il potere delle Compagnie e della canalizzazione dei clienti c’è ovunque, in Italia, e su di esso i giudizi non sono tutti univoci. Ma quello che succede in Campania va al di là del semplice rapporto privilegiato tra Compagnia e carrozziere.
«Da poco più di un anno a questa parte succedono cose incredibili - dice Antonio Iannucci, dell’omonima carrozzeria di Castelvenere, il portavoce del gruppo - Qui i carrozzieri convenzionati chiamano i carrozzieri indipendenti annunciando che passano a prendere l’auto incidentata, mentre ai clienti è prassi raccontare che al di fuori delle carrozzerie convenzionate l’assicurazione non è tenuta a risarcire il danno oppure che darà disdetta unilaterale della polizza. Siamo all’assurdo. C’è disinformazione tra la gente ma c’è anche una concorrenza sleale da parte dei nostri stessi colleghi».
Che l’iniziativa sia delle Compagnie o dei carrozzieri fiduciari delle Compagnie poco conta: il risultato finale è una concorrenza sleale, che in alcuni casi si spinge davvero al limite della legalità e della libertà dell’automobilista. Una situazione a cui otto carrozzerie del beneventano hanno deciso di dire basta. Antonio Iannucci di Castelvenere, Grasso Vincenzo di Dugenta, CTS Autocomputer di Puglianello, Carangelo Antonio di Cerreto Sannita, Parente Aldo di Cerreto Sannita, Abbamondi Achille di Solopaca, New Car di San Lorenzo Maggiore e Cenicola Sas di Paupisi si sono messi insieme e hanno realizzato una lunga lettera aperta che hanno fatto circolare in bar e negozi, ma anche presso i municipi e alcuni ricambisti, meccanici e gommisti della zona oltre che attraverso i propri clienti. Un invito a tutti gli automobilisti a fare valere i propri diritti, e soprattutto la libertà di scelta per la carrozzeria dove portare a riparare la propria auto.
Il profilo del Consorzio
Tutti i carrozzieri aderenti al gruppo sono officine medio-piccole tra i 200 e i 300 metri quadrati circa con quattro o cinque dipendenti al massimo. Tutte presentano servizi di qualità, a partire dall’auto sostitutiva e dalla cessione del credito, per la quale si sono appoggiati a un’agenzia esterna. Insomma, si muovono insieme per cercare di contrastare con servizi e qualità lo strapotere delle Compagnie assicurative e dei colleghi privi di scrupoli. Una bozza di consorzio.
«In qualche modo sì - continua Iannucci insieme agli altri carrozzieri - Non so se arriveremo a costituirci formalmente in consorzio, io lo spero, ma di sicuro proviamo a ragionare insieme per trovare gli strumenti giusti per difenderci. I dati sulla canalizzazione dei sinistri sono sempre conteggiati in difetto, e non di poco secondo noi. La prima cosa da fare è fare sapere agli automobilisti quali sono i loro diritti e che sono liberi di scegliere il riparatore che vogliono. Con la nostra piccola iniziativa abbiamo già suscitato molta curiosità, perché la gente non aveva idea di potersi muovere liberamente, andava dove suggeriva la Compagnia».
E nemmeno le associazioni di categoria aiutano a fronteggiare questa situazione. «Non si può generalizzare, ma delle volte ci sono situazioni poco chiare con rappresentanti che magari predicano l’indipendenza e poi sono i primi ad avvalersi della canalizzazione tramite convenzione - continuano gli indipendenti - Noi apprezziamo l’appoggio delle associazioni, ma cerchiamo anche di muoverci tutti insieme e in modo autonomo, e facendo così abbiamo attratto anche altre carrozzerie fuori dalla zona della Valle Telesina. Non sappiamo dove possiamo arrivare, ma non vogliamo arrenderci a una situazione di fatto che rende ancora più difficile il lavoro».
Un contesto difficile
Perché in fondo il problema della canalizzazione è solo la goccia che fa traboccare un vaso già pieno di difficoltà, a partire dal mercato puro. Zona agricola con uno sviluppo artigianale e industriale solo abbozzato, nella Valle Telesina la crisi morde.
«La situazione è difficile, lo sappiamo tutti, anche perché la zona è quella che è - dice Iannucci - Tante volte si lavora se c’è la prospettiva di incassare dall’assicurazione, ma spesso i lavori piccoli si lasciano andare perché si è a rischio di non essere pagati. In più qui abbiamo il problema delle false assicurazioni e delle auto che circolano senza copertura, insomma ci sono tante insidie di cui tenere conto. È una situazione molto difficile ma alla fine riusciamo a restare in piedi, e insieme forse riusciremo a farlo anche meglio».
Una situazione che risente anche di alcuni pesanti retaggi del passato ancora non del tutto lasciati alle spalle, come spiega bene Vincenzo Grasso dell’omonima officina. «Nella zona di Dugenta, 2mila 500 abitanti, ci sono quattro carrozzerie e diversi abusivi - spiega il carrozziere - Qui una volta la norma era quella di andare da un legale a cui lasciare in mano la questione, facendosi compilare un preventivo dal carrozziere e poi giocare al ribasso sulla riparazione, in modo da incassare più del dovuto. Io mi sono opposto a questo metodo di lavoro, mi sono opposto all’essere trattato come uno strumento, e infatti mi rifiutavo di cedere a fare preventivi maggiorati e gratis anche se così facendo ho provocato l’allontanamento di alcuni clienti, che si rivolgevano altrove».
Questo accadeva nella prima parte del decennio, ma soprattutto nelle ultime stagioni qualcosa piano piano sta cambiando, e proprio le Carrozzerie Riunite potrebbero dare un nuovo impulso al cambiamento. «Oggi il cliente viene, chiede consiglio, lascia con più facilità la pratica da seguire - conclude Vincenzo Grasso - Ancora molti vanno direttamente dal legale oppure alla Compagnia, ma noi carrozzieri riuniti della Valle Telesina stiamo cercando di spiegare tutte le opportunità e i servizi che potrebbero perdere o hanno già perso rivolgendosi altrove e non da noi. Dobbiamo anche dire che oggi molte famiglie si trovano in difficoltà economiche e che un recupero per un danno non riparato o riparato alla buona è una risorsa economica importante, anche se limitata e breve, per il bilancio familiare. Sottolineo che noi carrozzieri siamo quelli che dobbiamo ripristinare un veicolo in modo preciso e con tanto sudore della fronte, siamo responsabili della riparazione effettuata, e credo che dobbiamo essere molto saldi e farci rispettare come seri professionisti o meglio seri artigiani, una parola quasi dimenticata nel suo vero significato ma che è tempo di fare tornare d’attualità».
Meglio sarebbe dire, ci suggerisce fuori campo un consorziato: «Bisogna tornare al punto di partenza, quando cioè i nostri maestri artigiani davano un vero valore al proprio lavoro e non si svendevano a nessuno. Se non ci fossero i carrozzieri chi riparerebbe i veicoli? Le assicurazioni? No, loro vendono polizze! I clienti? No, loro guidano i veicoli! Siamo noi il pilastro centrale! Diciamo ai lettori che è ora di svegliarsi da questo sonno perché non diventi eterno!».