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06 settembre 2017

La black box ha sempre ragione, a meno che non si dimostri il contrario

Qualora vi sia disaccordo sulle colpe di un sinistro, il giudice dovrà dare la priorità ai dati rilevati dalla black box. Spetta alla controparte dimostrare lo scorretto funzionamento del dispositivo o la non attendibilità dei dati rilevati



Ipotizziamo un incidente in cui almeno uno dei veicoli coinvolti è dotato di black box. Qualora ci fosse un disaccordo sulle colpe del sinistro, chi ha ragione? La nuova legge sulla concorrenza stabilisce che, in caso di controversia, avranno valore fondamentale i dati forniti dalla scatola nera, che dovranno essere considerati dal giudice quale prova per stabilire chi ha ragione. Ma se la scatola nera non funziona correttamente? O se i dati rilevati non fossero attendibili? Un problema non da poco, visto che secondo la legge spetterebbe alla controparte (chi non accetta quanto rilevato dalla black box) dimostrare lo scorretto funzionamento del dispositivo o una sua eventuale manomissione, il che non è affatto semplice. I dati della black box avranno dunque la priorità nel determinare le responsabilità dell'incidente. Spetta dunque a chi è in disaccordo con questi dati provarne la non attendibilità.