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Revisioni: ci sono l’aumento della tariffa e gli incentivi

Carrozzeria ve lo aveva annunciato molti mesi fa. La tariffa della revisione periodica è aumentata. Dal 1° novembre sono effettive le nuove tariffe per la revisione di automobili, furgoni e rimorchi. La tariffa standard presso i centri privati convenzionati è ora di 79,02 euro (fino al 31 ottobre 66,88 euro), mentre per i “nostalgici” della Motorizzazione, coloro che si mettono in coda nei centri sul territorio si è passati da 45 a 54,95 euro. Dunque, un aumento di “quasi” 10 euro per gli operatori di questo settore, che hanno la tariffa congelata dal 2007 e nel corso degli anni hanno visto crescere i costi per gli investimenti necessari in attrezzature, personale e formazione, per adeguarsi alle richieste della Motorizzazione.

BONUS veicolo sicuro

Siccome in questo periodo sono tanti gli aumenti a cui il consumatore finale è sottoposto il Governo ha annunciato un possibile bonus veicoli sicuri da usare su una sola autovettura e soltanto per un triennio finanziato con 4 milioni di euro: pochi, per accontentare tutti. Ricordiamo infine che circolare senza revisione (quindi scaduta) comporta sanzioni dirette da 173 euro a 694 euro, con l’aggiunta del divieto di circolazione del veicolo fino al superamento della revisione. Inoltre, l’assicurazione in caso di sinistro potrebbe esercitare la rivalsa sul proprietario e sul guidatore dell’autovettura coinvolta in un sinistro e con la revisione scaduta.

L’avv. Giulia Talamazzi ci ricorda che…

Revisione auto falsa: chi risponde? E cosa rischia? Con la sentenza n. 17348/2020, la Corte di Cassazione è recentemente intervenuta sull’argomento chiarendo che, oltre all’illecito amministrativo, “integra gli estremi del reato di falsità ideologica in atto pubblico la condotta di colui che, in qualità di proprietario, amministratore o collaboratore di un’officina autorizzata alla revisione delle auto, attesti falsamente l’avvenuta revisione, dando atto del compimento di tutte le operazioni necessarie per l’espletamento della revisione di un veicolo e dell’esito positivo della prova di regolarità delle parti esaminate”. Non solo. Con la sentenza in parola, la Suprema Corte ha altresì precisato che, in ragione dell’interpretazione sopra fornita – considerata la revisione auto regolata dal diritto pubblico e assimilato il soggetto che la esegue ad un pubblico ufficiale – colui che si avvale dell’apposizione di un falso tagliando di revisione potrà essere incriminato per concorso nel delitto di falsità in atto pubblico ex art. 479 c.p. In conclusione, oltre che agendarsi la scadenza del termine entro cui sottoporre l’auto a revisione obbligatoria per evitare le sanzioni amministrative è consigliabile altresì evitare condotte fraudolente che, ove scoperte, potrebbero risultare molto più “costose” del semplice onere della revisione!