AUTO STORICHE

Al via Vicenza Classic Car Show 2026: 27-28-29 marzo

Tre giorni dedicati alle eccellenze dell’automobilismo storico, tra celebrazioni di modelli iconici e novità assolute: quest’anno il Salone evolve il proprio format, affermandosi come piattaforma non solo per il mondo heritage, ma anche per quello contemporaneo.

Prende il via  la terza edizione di Vicenza Classic Car Show, l’imperdibile appuntamento di primavera che riunisce l’eccellenza dell’automobilismo classico e sportivo presso i padiglioni di Italian Exhibition Group (IEG). La Fiera di Vicenza apre le porte al pubblico alle ore 9.30, trasformandosi nell’epicentro della passione motoristica, mentre l’inaugurazione ufficiale dei lavori avverrà alle 11:30 con la tradizionale cerimonia del taglio del nastro alla presenza delle autorità. L’evento proseguirà fino a domenica 29 marzo.

La manifestazione propone un viaggio nel tempo dove il dialogo tra passato e contemporaneo si fa concreto, offrendo a esperti, neofiti e grandi Federazioni un hub esclusivo di confronto tra tradizione e innovazione, nel rispetto e nella celebrazione della cultura motoristica. Accanto all’attenta selezione di auto classiche straordinarie, veri e propri pezzi di storia del motorismo, l’anteprima per il pubblico della manifestazione di modelli iconici e moderni è un valore aggiunto. L’ampia offerta consente anche ai neofiti di avvicinarsi al mondo del collezionismo, grazie a una selezionata proposta di modelli a cura di privati e una vasta scelta di accessori d’epoca e pezzi di ricambio originali.

AUTO CLASSICHE, YOUNGTIMER E INSTANT CLASSIC: LE SELEZIONI DEI PRINCIPALI OPERATORI DEL SETTORE

La Fiera di Vicenza si prepara ad accogliere un’ampia selezione di auto di interesse storico e collezionistico, offrendo un’occasione unica per appassionati e neofiti. I principali operatori del settore proporranno in vendita modelli iconici del passato, emergenti Youngtimer e le ricercate Instant Classic, con un occhio di riguardo anche alle auto che potrebbero diventare pezzi unici del futuro. Un’area appositamente allestita per le vendite dei privati, inoltre, rappresenta un’opportunità preziosa per i visitatori, che potranno trovare proposte adatte a tutte le tasche, avvicinandosi al mondo delle classic cars. Infine, un intero padiglione sarà dedicato alla vendita di accessori d’epoca, ricambi originali, modellini di auto, manualistica, pubblicazioni ed editoria specializzata.

LE REGINE DELLA VELOCITA’ DEGLI ANNI ‘80

Il Padiglione 7 accoglie i visitatori della terza edizione della manifestazione con tre, straordinarie regine, indiscusse interpreti della velocità degli anni ‘80.

Ferrari F40 è l’iconica supercar di Maranello presentata il 21 luglio 1987, in occasione dei festeggiamenti dei primi 40 anni di vita dell’azienda automobilistica Ferrari. La F40, omologata per l’utilizzo stradale, fu la prima vettura realizzata in serie utilizzando, quasi esclusivamente, pannelli in Kevlar e in compositi di carbonio. Indiscussa icona di stile ed eleganza, dal profilo aerodinamico scaturito dalla matita di Pininfarina, la F40 incarnava l’apice del know-how tecnologico di Enzo Ferrari attraverso la perfetta unione della tradizione agonistica e stradale del marchio. Un capolavoro dal telaio in acciaio che prometteva prestazioni straordinarie – fu la prima auto stradale a superare la mitica barriera dei 300 km/h – anche grazie al motore V8 longitudinale da 2,9 litri, dotato di quattro valvole per cilindro e due turbocompressori con intercooler, che generava una potenza, eccezionale per l’epoca, di ben di 478 CV a 7000 giri/min. Un modello dal fascino evergreen  che si conferma  tutt’oggi una delle auto più quotate e desiderate dai collezionisti di tutto il mondo.

Jaguar XJ220 è una supercar a due posti prodotta dal 1992 al 1994, in collaborazione con Tom Walkinshaw Racing. La XJ220 ha segnato la storia dell’automobilismo raggiungendo i 349 km/h sulla pista di Nardò, conquistando il titolo di auto di serie più veloce al mondo nel biennio 1992-1993, certificato dal Guinness dei Primati, anche nelle edizioni del Guinness Book dal 1994 al 1999. Accanto al modello stradale, il mito della XJ220 è alimentato dalla variante da competizione XJ220-C, capace di trionfare al debutto a Silverstone nel BRDC National Sports GT Challenge, alla guida di Win Percy, confermando l’eccellenza dell’ingegneria britannica applicata alle corse.

Lamborghini Countach, prodotta dal 1974 al 1990 è il capolavoro nato dalla penna e dal genio creativo del grande maestro del design Marcello Gandini, una vettura non convenzionale, dalle linee spigolose e futuristiche, insieme alle celebri porte ad apertura verticale “a forbice”, diventate un tratto distintivo del marchio della Casa del Toro.  Il suo nome pare derivi da un’espressione piemontese di stupore o ammirazione, pronunciata da un profilista dell’officina e traducibile con “perbacco”, a sottolineare l’impatto visivo rivoluzionario della vettura. Equipaggiata con un potente motore V12 in posizione posteriore longitudinale, la Countach offriva prestazioni eccezionali per l’epoca 295Km/h di velocità massima), contribuendo a definire il concetto moderno di supercar.

 

LE CELEBRAZIONI

L’Area Celebrazioni del Padiglione 7 di Vicenza Classica Show festeggia i 60 anni della Lamborghini Miura, la prima supercar della storia, con un’esposizione di pezzi rarissimi, a partire da un telaio originale, testimonianza dell’ingegneria d’avanguardia dell’epoca. La storia della Miura, infatti, non inizia con una carrozzeria sinuosa. Al Salone di Torino del 1965, a catturare l’attenzione fu un telaio essenziale realizzato in lamiera alleggerita, frutto del lavoro di un gruppo di talenti: gli ingegneri Paolo Dallara e Gian Paolo Stanzani, all’epoca rispettivamente a capo dell’ufficio tecnico e dello sviluppo del motore, insieme al geniale designer di Bertone, Marcello Gandini. Fu quel progetto, denominato L105, a trasformare la Lamborghini da costruttore di auto di lusso a vero e proprio laboratorio di sogni. La Lamborghini Miura viene celebrata attraverso le sue tre evoluzioni storiche: dalla pionieristica P400 del 1966, che introdusse l’inedito motore posteriore centrale trasversale, alla prestazionale P400S, fino alla definitiva Miura SV.

L’esposizione ospita una selezione di splendidi esemplari di P400S, declinati nelle loro suggestive colorazioni originali gialla, azzurra, bianca e rossa. Un’occasione irripetibile per rendere omaggio al genio di Marcello Gandini e a un’auto di rottura che, ancora oggi, rimane un capolavoro assoluto di design e potenza.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE

Il mondo del collezionismo d’alto livello si dà appuntamento a Vicenza Classic Car Show dove Broad Arrow Auctions, società del gruppo Hagerty, partner ufficiale per le aste di BMW AG per il Concorso d’Eleganza Villa d’Este, presenta in anteprima esclusiva alcuni veicoli speciali che saranno battuti all’asta di Villa Erba durante le giornate del concorso. Tra i modelli di punta spiccano la Lamborghini Murciélago Roadster, icona del V12 “open-air”, e due pietre miliari dell’ingegneria internazionale: la Mercedes-Benz 300 SL “Ali di Gabbiano” del 1954 e la Honda NSX Tipo S, sviluppata con il contributo di Ayrton Senna. Per i collezionisti di rarità sportive, riflettori accesi sulla Maserati Vignale Spider. Grande attesa per l’unveil ufficiale di Daniele Turrisi, specialista di Broad Arrow, che svelerà alle ore 12.00 di domani una supercar italiana estremamente esclusiva, la cui identità rimane protetta dal massimo riserbo, ma che promette di essere il pezzo più ambito dell’intera esposizione.

Lotus-stand Trivellato partecipa per la prima volta a Vicenza Classic Car Show con l’anteprima per il pubblico della manifestazione di Lotus Emira V6, l’ultima Lotus con cuore a combustione da 3.5 V6 sovralimentato da 406 CV e abbinato a cambio manuale a sei marce. Un omaggio alla filosofia di leggerezza e purezza voluta da Colin Chapman, dalle linee inconfondibili e le prese d’aria scenografiche, è in grado di scattare da 0 a 100 km/h in soli 4,3 secondi. Allo stand di Trivellato sarà esposta in una delle sue iconiche livree, affiancata da due modelli che raccontano la storia del marchio. La leggendaria Lotus Elise (S1) intitolata alla nipotina di Romano Artioli, che da bambina sedette a bordo della prima Elise presentata al Salone di Francoforte del 1995 e l’elegante Lotus Evora.

Anche Corvette – Gruppo Cavauto partecipa per la prima volta a Vicenza Classic Car Show. L’attenzione del pubblico sarà catalizzata dalle nuove icone del brand che raccontano del mito americano, tra storia e innovazione. La rivoluzionaria Corvette E-Ray segna il debutto dell’ibrido e della trazione integrale intelligente e-AWD nella storia del brand, combinando un V8 da 482 CV a un motore elettrico da 162 CV, per un totale di 644 CV e uno scatto 0-100 km/h in soli 2,9 secondi. Esposta in versione Convertibile Riptide Blue Metallic, vanta dotazioni d’eccellenza come le sospensioni Magnetic Selective Ride Control, sedili sportivi GT2 con guscio in carbonio e pelle Nappa, impianto audio Bose e freni Carbon Ceramici rigenerativi di serie. Spazio anche al fascino senza tempo di Corvette Stingray, simbolo di purezza dinamica con il suo leggendario V8 aspirato da 6.2L e 482 CV. Esposta in colorazione Hypersonic Gray, la Stingray Coupé esprime il carattere viscerale dei motori americani, impreziosita da interni artigianali in alluminio e carbonio.

Lamborghini Club Italia torna alla Fiera di Vicenza offrendo al pubblico un viaggio emozionale attraverso l’evoluzione tecnica e stilistica della Casa di Sant’Agata Bolognese. Lo stand si configura come un omaggio alla potenza pura, esponendo due esemplari che rappresentano altrettante pietre miliari della storia del marchio. A catturare lo sguardo degli appassionati è la Lamborghini Diablo, l’iconica sportiva prodotta tra il 1990 e il 2001 in meno di tremila unità. Il nome, ispirato alla leggendaria ferocia del toro del Duca di Veragua, ne evoca perfettamente il carattere indomito. Il modello 6.0 in esposizione, nell’accattivante colorazione arancione, con propulsore V12 da 5,7 litri, eredita il raffinato layout tecnico della Countach, un’architettura che ha permesso l’introduzione della variante VT, segnando il debutto della prima supercar Lamborghini a trazione integrale. Accanto al fascino della tradizione, batte il cuore tecnologico della Huracán STO (Super Trofeo Omologata). Caratterizzata da una livrea tricolore di forte impatto, la STO è il punto d’incontro definitivo tra pista e strada: progettata sulla base delle esperienze nei campionati Super Trofeo EVO e GT3, questa vettura è mossa da un V10 aspirato da 5.2 litri capace di erogare 640 CV e 565 Nm di coppia. La presenza di questo modello assume un valore quasi celebrativo, rappresentando l’ultimo capitolo del leggendario motore a 10 cilindri da 640 hp; il testimone passerà infatti alla nuova “Temerario”, che segnerà l’ingresso nell’era ibrida con un propulsore 8 cilindri biturbo da 920 hp complessivi.

Musei Ferrari di Maranello e Modena si presentano alla manifestazione con uno stand di grande impatto, dove il fascino della storia incontra l’adrenalina della tecnologia moderna. Al centro dei riflettori brilla la Ferrari Dino 246 GTB del 1969, un’icona di raffinatezza che incarna perfettamente il DNA della Casa di Maranello. Frutto del genio di Aldo Brovarone per l’atelier Pininfarina, questa vettura non è solo un capolavoro estetico, ma segna una svolta tecnica fondamentale: derivata dalle gloriose Dino 166 P del 1965 e Dino 206 S del 1966, la 246 GTB, presentata al Salone di Ginevra del 1969, ha tracciato la via per le granturismo a motore centrale sperimentata con grande successo sulle vetture sportive della Casa. Sotto le sue linee sinuose batte un cuore V6 a 65° da 2419 cc, capace di erogare 195 CV e spingere l’auto fino a una velocità massima di 245 km/h. La vettura giunge in esposizione direttamente dalla rassegna “Greatest Hits” del Museo Enzo Ferrari di Modena, una mostra che celebra il legame viscerale tra il Cavallino Rampante e i suoi estimatori più celebri in ambito musicale. La Dino 246, in particolare, è stata il punto d’incontro tra la manifattura di Maranello e la sensibilità creativa di artisti di fama mondiale come Herbert von KarajanMario Del MonacoCher ed Eric Clapton, testimoni di uno stile esclusivo che supera i confini dell’automobilismo per farsi arte pura. Oltre all’ammirazione dei classici, l’esperienza offerta dal Museo Ferrari di Maranello si proietta nel futuro grazie ai simulatori di Formula 1 di ultima generazione. Gli appassionati hanno l’opportunità unica di testare il proprio talento alla guida con un realismo sorprendente, solitamente appannaggio dei soli piloti professionisti. Grazie all’avanzata tecnologia laser scan, i visitatori possono cimentarsi su circuiti leggendari — tra cui Monza, Barcellona, Silverstone, Imola, Nürbürgring, Zandvoort, SPA Francorchamps e Mugello — selezionando diversi livelli di difficoltà per vivere un’emozione autentica in pista.

L’esposizione del Museo Nicolis accompagna il pubblico in un viaggio tra design e ingegneria, focalizzandosi sul ruolo sociale dei veicoli di piccole dimensioni nell’Italia della ricostruzione. Attraverso una selezione di quattro modelli emblematici e oggetti d’epoca, l’allestimento evoca l’atmosfera e la cultura pop di quegli anni, celebrando l’inventiva dei progettisti europei nel rispondere con stile e innovazione alle esigenze di mobilità del dopoguerra. Il pubblico potrà salire a bordo per scattare una foto ricordo di BMW Isetta 300 (1957), l’auto che si apre “come un frigorifero”, dal design iconico a forma di “ovetto” o ammirare la Fiat 600, coupè VIOTTI (1965), vera icona della rinascita post-bellica progettata da Dante Giacosa e vettura simbolo del “Bel Paese”. L’esposizione prosegue con Mival Mivalino 175 (1956), con due posti in tandem a metà tra motocicletta e automobile, guidata dal celebre Cugino Itt nella serie cult “La Famiglia Addams” e Piaggio Vespa Sidecar (1953). Già icona internazionale grazie al film “Vacanze Romane”, con il sidecar aggiunge la dimensione di viaggio condiviso: una leggenda su tre ruote, simbolo di stile e creatività italiana.

Tesla torna alla terza edizione di Vicenza Classic Car Show, ampliando la sua presenza.  Allo stand si potranno ammirare Roadster (legacy) e Bot Optimus gen 2, l’umanoide Tesla di ultima generazione. Il pubblico di appassionati, inoltre, potrà scoprire in anteprima il rivoluzionario sistema Full Self-Driving (Supervised), direttamente dal sedile del passeggero delle auto a guida autonoma nell’area test drive, esterna al padiglione 7. La prova dinamica di test drive coinvolge diverse versioni dei due modelli del brand: Il SUV Model Y e la berlina Model 3, che all’esperienza di guida entusiasmante unisce elementi di design unici quanto a sportività ed efficienza. I test drive sono a disposizione del pubblico, dalle ore 09.30 fino a orario di chiusura delle tre giornate di manifestazione, prenotandoli direttamente allo stand, previa registrazione da qui.

LE FEDERAZIONI DI CATEGORIA

Le Federazioni tornano alla manifestazione in qualità di testimoni di un patrimonio culturale prezioso, da far conoscere attraverso l’esposizione di modelli che narrano di un importante passato da custodire.

ACI Storico e AC Vicenza animeranno il fine settimana con un palinsesto ricco di celebrazioni e incontri tematici. Tra i momenti più attesi spicca l’omaggio a Sandro Munari, leggendario “Drago di Cavarere”, ricordato venerdì 27 marzo attraverso un talk dedicato e l’esposizione della celebre Lancia Stratos Alitalia. Lo stand ospiterà inoltre icone come l’Alfa Romeo P3 della Scuderia Ferrari, la Ferrari 550 Maranello (per il suo 30° anniversario) e importanti tributi ai 50 anni della Lancia Gamma e ai 60 della Lamborghini Miura. Il programma culminerà sabato 28 marzo con l’arrivo del Raduno Youngclassic, un road tour partito dalla Pista di Lainate che vedrà 50 vetture prodotte tra gli anni ’70 e i primi 2000 sfilare fino alla Fiera di Vicenza per la premiazione finale. A chiudere il cerchio tra tradizione e innovazione, un dibattito tra i principali content creator automotive, tra cui Andrea Cars and moreAndrea Farina, Stefano Macchina Gialla e Sofia Trinchini.

L’ASI Village celebra i 60 anni di ASI Automotoclub Storico Italiano riunendo il gotha del collezionismo del Nordest. Capofila è l’Historic Club Schio (35° anniversario) con le Lancia Stratos GR.4 e B20, affiancato dall’Historic Car Club Verona (60 anni del Duetto “osso di seppia”, Innocenti Spider 950 e Fiat 600 Multipla taxi) e dal Circolo Veneto Automotori d’Epoca Bassano, che lancia l’edizione 2026 della Leggenda di Bassano. La rappresentanza territoriale prosegue con Treviso AutostoricheVeteran Car Club Legnago (Lancia Fulvia HF “fanalona”), Circolo Patavino Automotoclub Storiche (90 anni della Fiat 500 con modelli Simonetti e Siata e Topolino Spider), Circolo Ruote Classiche RodiginoVeteran Car Club Padova (Mercedes Adenauer, Hudson Commodore, Bentley MK6), Serenissima Storico ConeglianoVenezia Automotoclub StoricheScuderia Trentina Storica e Ruote del Passato. Il panorama è completato dai Registri e Club di marca: il BMW Youngtimer Italia, il Fiat 500 Club Italia, delegazione Veneto, con la rara Ranger Ferves, e lo Zagato Car Club, che celebra i 60 anni del brand con Lancia Fulvia Sport 1200 Alfa Romeo SZ. Spazio anche le due ruote con le Moto Guzzi Galletto e Astorino dell’Historic Car Club Verona a conferma di un’esposizione che abbraccia l’intero spettro della passione motoristica certificata ASI.

RADUNI AUTOCLASSICHE E YOUNGTIMER

Sabato 28 e domenica 29 marzo l’area esterna di Vicenza Classic Car Show sarà animata dai raduni di auto d’epoca. Oltre al Raduno Youngclassic (ACI Editore) di sabato 28 marzo, la domenica grande attesa per il 2° Raduno Esposizione Auto Storiche e Sportive curato da Ylenia Valentini Motorsevent e per il Raduno a cura del Ferrari Club di Vicenza.

 

 

I biglietti di Vicenza Classic Car Show si possono acquistare sul sito ufficiale della manifestazione: vicenzaclassiccarshow.com.

 

ORARI E INFO

Vicenza Classic Car Show sarà aperto venerdì 28, sabato 29 e domenica 30 marzo con orario: 09.30- 19.00.