L’Alcolock entra ufficialmente nel lessico della sicurezza stradale italiana come una delle novità più significative degli ultimi anni. Non si tratta di una semplice misura punitiva, ma di un cambio di paradigma: dalla sanzione “dopo” alla prevenzione “prima”.
Abbiamo approfondito il tema con l’avvocato Talamazzi, che ci ha spiegato cos’è l’Alcolock, quando diventa obbligatorio, come viene applicato e quali sviluppi futuri potrebbe generare anche sul fronte automotive.
Che cos’è l’Alcolock e a cosa serve davvero
Secondo l’avvocato Talamazzi, l’Alcolock è un dispositivo tecnologico pensato per un obiettivo preciso:
impedire l’avviamento del veicolo se il conducente ha un tasso alcolemico superiore ai limiti di legge.
La sua forza non sta soltanto nell’effetto deterrente, ma nella sua funzione “fisica” di blocco: il reato viene prevenuto alla radice.
In altre parole: non si limita a punire la guida in stato di ebbrezza, ma mira a renderla materialmente impossibile.
Il quadro normativo: cosa cambia con l’art. 186 del Codice della Strada
Il riferimento principale resta l’art. 186 del Codice della Strada, dedicato alla guida sotto l’influenza dell’alcol.
La svolta, però, è arrivata con la Legge 25 novembre 2024, n. 177, che ha introdotto i nuovi commi:
-
9-ter
-
9-quater
Il punto centrale è questo: per chi viene condannato con tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l, la patente viene aggiornata con due codici unionali che limitano concretamente la possibilità di guidare.
Codici 68 e 69 in patente: cosa significano
La norma prevede l’apposizione in patente dei seguenti codici:
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Codice 68 – “Niente alcol”
indica il divieto assoluto di guidare dopo aver assunto bevande alcoliche -
Codice 69 – “Solo veicoli con Alcolock conforme a EN 50436”
consente di guidare solo veicoli dotati di Alcolock conforme alla norma tecnica europea
Il concetto è chiaro: il conducente non può guidare alcun veicolo senza il dispositivo installato. In caso contrario, commette una violazione delle prescrizioni.
Quando diventa obbligatorio l’Alcolock: non vale per tutti
Un aspetto fondamentale: l’Alcolock non è un obbligo generalizzato.
La legge distingue tre fasce, in base al tasso alcolemico accertato:
Tasso tra 0,5 e 0,8 g/l: illecito amministrativo
In questa fascia, la condotta non è reato ma un illecito amministrativo, con:
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sanzione pecuniaria
-
sospensione della patente
Nessun obbligo di Alcolock.
Tasso superiore a 0,8 g/l: scatta il reato e l’obbligo
Quando si supera 0,8 g/l, la violazione diventa penale e può comportare:
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ammenda
-
arresto
-
sospensione della patente
-
codici 68 e 69 in patente
-
obbligo di guida solo con Alcolock conforme EN 50436
La logica del legislatore è proporzionale: imporre il dispositivo solo nei casi considerati più pericolosi per la sicurezza stradale.
Quanto dura l’obbligo: 2 o 3 anni (minimo)
L’obbligo non è breve e “simbolico”: è pensato per incidere nel tempo.
Secondo quanto previsto dalla norma:
-
almeno 2 anni nelle ipotesi meno gravi
-
almeno 3 anni nei casi più gravi
La decorrenza parte da un momento preciso: dalla restituzione della patente dopo la sospensione conseguente alla condanna.
Tolleranza zero: chi ha limiti ancora più severi (art. 186-bis)
Accanto all’art. 186, il Codice della Strada prevede una norma speciale: art. 186-bis, che introduce un principio netto:
tolleranza zero
Per alcune categorie, infatti, anche una quantità minima di alcol costituisce violazione.
Le categorie interessate sono:
-
conducenti sotto i 21 anni
-
neopatentati nei primi 3 anni
-
conducenti professionali (trasporto persone o merci)
-
conducenti di veicoli con massa superiore a 3,5 tonnellate
In questi casi, anche valori inferiori a 0,5 g/l possono far scattare automaticamente sanzioni. E se si superano le soglie penali, si applicano conseguenze ancora più pesanti.
Installazione Alcolock: come funziona e che requisiti deve avere
L’installazione deve rispettare uno standard preciso:
EN 50436, la norma tecnica europea che definisce requisiti, qualità e sicurezza del dispositivo.
Questo significa che non basta “qualunque apparecchio”: l’Alcolock deve essere omologato e conforme agli standard riconosciuti.
Altro punto importante: il dispositivo deve essere sottoposto a controlli periodici, per garantire:
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corretto funzionamento
-
efficacia nel tempo
-
impossibilità di alterazioni o compromissioni
Sanzioni: cosa succede se guidi senza o se manometti l’Alcolock
La linea normativa è molto rigida.
In particolare, l’art. 186 comma 9-quater prevede che:
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le sanzioni siano aumentate di un terzo se il conducente viola la norma ed è già soggetto a obbligo Alcolock
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le sanzioni siano raddoppiate se il dispositivo viene:
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manomesso
-
alterato
-
se vengono rimossi i sigilli
-
Il messaggio è evidente: l’Alcolock non è un dettaglio formale, ma una prescrizione vincolante con conseguenze pesanti.
Prospettive future: tecnologia, privacy e scenario europeo
Il tema non è solo italiano: l’Alcolock rientra in una logica di armonizzazione europea.
I codici 68 e 69 rimandano alla normativa UE sulle patenti e lo standard EN 50436 è pensato per garantire uniformità tra Paesi membri.
In prospettiva, l’Alcolock potrebbe anche diventare una dotazione più diffusa in Europa, soprattutto nei sistemi di prevenzione legati alla recidiva.
Le criticità: privacy e dati sensibili
I dispositivi di nuova generazione potrebbero includere funzioni come:
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riconoscimento biometrico del conducente
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geolocalizzazione
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trasmissione dati
Questo apre inevitabilmente interrogativi legati alla gestione dei dati personali e al rispetto del GDPR, soprattutto se vengono trattate informazioni considerate “sensibili”.
Impatto sul settore automotive: nuove opportunità per officine e flotte
L’introduzione dell’Alcolock non riguarda solo gli automobilisti, ma ha ricadute concrete anche sul comparto automotive.
Nei prossimi anni, potrebbero crescere richieste di:
-
installazione professionale
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manutenzione e calibrazione
-
controlli periodici
-
supporto tecnico e documentale
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consulenza per flotte aziendali e operatori del settore
Di fatto, si apre un potenziale nuovo mercato di servizi legati alla sicurezza stradale, con necessità di competenze specifiche.
a cura di Avv Giulia Talamazzi

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