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Coronavirus, tempi più lunghi per la transizione all’ elettrico

Scudieri. ANFIA: "Bisogna spostare di cinque anni il programma che ci siamo dati".

Si susseguono le chiusure degli stabilimenti produttivi delle Case auto per effetto del Coronavirus, e l’ impatto sui tempi di transizione verso l’ elettrico appare inevitabile. Oltre allo choc finanziario cui le Case dovranno far fronte, anche i severi limiti che l’UE ha imposto per il 2030 appaiono, nella situazione odierna, ancora più difficili da raggiungere. A sottolinearlo, in un intervista pubblicata oggi al Corriere della Sera, è Paolo Scudieri, Presidente dell’ ANFIA: “Bisogna spostare di cinque anni il programma che ci siamo dati. Avremo un duplice choc sull’offerta e sulla domanda, blocco della produzione e inibizione del consumo, e il traguardo che ci siamo autoimposti come Europa di abbassare di quasi il 40% le soglie di emissione media delle vetture offerte dul listino non è raggiungibile. Meno capitali e rallentamento degli investimenti non potranno che allungare il processo di transizione”.

Nelle attuali condizioni occorrerebbe quindi ipotizzare una rimodulazione del New Green Deal approvato dalla Commissione Europea presieduta da Ursula van der Leyen. “Bisogna essere realisti”, afferma Scudieri, “se ci siamo seduti a tavola e non siamo in grado di ordinare un menù completo dovremo accontentarci di un antipasto e di un secondo. Del resto stiamo parlando di obiettivi che la UE si è auto-imposta”.

L’effetto Coronavirus potrebbe avere ripercussioni anche a livello di assetto societario dei big player del settore. Scudieri ipotizza un’accelerazione delle fusioni, visto che la difficoltà di reperire risorse renderà necessario unire le forze.

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