Guida autonoma: il tunnel si allunga?

Guida autonoma. La tanto temuta innovazione che dovrebbe ridurre a zero gli incidenti sembra non essere così vicina e soprattutto così remunerativa. Questo trapela dalla California, dove operano i maggiori incubatori di questa tecnologia. Mentre sull'e

Negli USA da mesi si parla sempre meno di guida autonoma, proprio dove ci sono i più importanti incubatori del progetto: Microsoft, Amazon, Apple, Google e Tesla. Già mesi fa sono nati i primi attriti sull’uso dell’enorme mole di dati che sarebbero prodotti dalle auto autonome e connesse, un volume da Giga Data che fa gola a tutti e che vale un sacco di dollari. Da una parte le Case automobilistiche che vedono in questi dati nuove e consistenti forme di guadagno. Dall’altra le aziende “Big Tech” che da sempre guadagnano su questo tema. La cosa sembra secondaria allo sviluppo della guida autonoma ma sulla stampa internazionale si è capito che, invece, questo è il perno del successo o dell’insuccesso della guida autonoma.

TROVARE GIGA INVESTIMENTI

La guida autonoma per essere sviluppata richiede investimenti elevati, giga investimenti per restare su un linguaggio a tema. Una cifra esatta non esiste ma pare che sia ben superiore allo sviluppo di qualsiasi gadgets in fase di parto da parte di Apple e rivali. Inoltre la guida autonoma per avere successo richiede altrettanti investimenti pubblici nelle infrastrutture. Così in California, ma anche in Cina, si rumoreggia che difficilmente il mercato dell’auto potrebbe ritornare velocemente nelle casse degli investitori  tutti questi dollari necessari. Inoltre i costruttori di auto stanno spendendo tantissimo sulla trazione elettrica e anche le “Big Tech” sono impegnate su questo fronte per offrire software e hardware che gestiscano al meglio l’energia delle batterie.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE: FORSE…

Un’ulteriore conferma viene dall’apparente distacco tra il mondo dell’intelligenza artificiale e i costruttori di automobili. Insomma, al momento, i primi frutti dei “big data” raccolti sono già in uso da altri settori. Avete presente quando per dimostrare di non essere un robot le pagine web vi chiedono di selezionare da un mosaico tutte le immagini con auto, oppure moto, o cartelli stradali o treni? Beh servono proprio a dare memoria artificiale per i dispositivi elettronici come la guida assistita… oppure le macchine fotografiche. Non ci credete? L’ultima fotocamera lanciata da Olympus, OMD M1X è in grado di riconoscere se il soggetto è un treno, un’auto o una moto e di adeguare l’autofocus per scatti perfetti. Basso investimento ed elevato ritorno.

Forse è per questo che l’auto fa un po’ meno gola… e forse per questo il mondo dell’auto punterà più sull’assistenza alla guida che alla guida autonoma. Un po’ come è già avvenuto nell’aeronautica civile e militare.

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