Attualità

Nove italiani su dieci non rinunciano all’auto

Per il 90% degli italiani avere accesso quotidiano e illimitato a un’auto è fondamentale per gestire la vita di tutti i giorni. E' quanto emerge da una survey di Autohero

L’auto resta una certezza indiscutibile nella vita quotidiana degli italiani. È quanto emerge da una survey commissionata da Autohero[1], – il più grande rivenditore indipendente di auto usate in Europa – e condotta da Norstat. Per il 90% degli intervistati, infatti, avere accesso quotidiano illimitato a un’auto è una priorità determinante (il 63% lo ritiene molto importante e il 27% piuttosto importante). Un dato che evidenzia come l’auto continui a essere uno strumento essenziale nella vita di tutti i giorni. Il dato italiano si colloca in una tendenza europea ancora più marcata: in Francia e Germania la possibilità di vivere senza un’auto riguarda rispettivamente solo il 5% e il 6% della popolazione, mentre in Spagna la quota è sostanzialmente in linea a quella italiana (l’11%).

A confermare ulteriormente questo quadro è il dato sulla proprietà: oltre il 95% degli intervistati guida principalmente un’auto privata, propria o di familiari, a conferma di un modello di mobilità ancora fortemente legato al possesso. L’auto aziendale in dotazione e quelle a noleggio o leasing si fermano rispettivamente al 2% circa. Il car sharing resta marginale, indicato come veicolo principale solo dallo 0,3%. Anche il numero di auto per nucleo familiare conferma l’importanza del mezzo privato: solo l’1% degli intervistati non possiede alcuna auto, mentre il 50% ne ha una e il 41% due. Una quota più contenuta dispone di tre vetture (6%) o addirittura quattro (2%).

L’auto come strumento di gestione della quotidianità
Le principali ragioni d’uso dell’auto confermano il suo ruolo funzionale nella quotidianità degli italiani. Considerando la prima motivazione di utilizzo, l’auto viene impiegata soprattutto per andare al lavoro (36%) e per svolgere commissioni quotidiane (27%), a dimostrazione di come rappresenti per molti uno strumento necessario più che un’opzione. Seguono la gestione degli spostamenti di figli o familiari (8%) e attività come shopping e passeggiate (8%), mentre vacanze e viaggi si fermano al 6%. Un quadro coerente con le percorrenze settimanali dichiarate: la maggioranza degli italiani utilizza l’auto per spostamenti brevi e ricorrenti (il 74% percorre fino a 199 km a settimana), segno di un uso legato alla gestione della quotidianità più che a lunghi tragitti. Le percorrenze elevate restano infatti marginali, confermando un modello di mobilità fatto di spostamenti frequenti ma limitati nello spazio.

Traffico, parcheggi e costi: criticità diffuse soprattutto in città
Alla centralità dell’auto si affiancano però numerose difficoltà che incidono sull’esperienza quotidiana di chi guida. Traffico e ingorghi rappresentano il principale problema per il 59% degli automobilisti, seguiti dalla difficoltà di trovare parcheggio (58%). Anche i costi pesano in modo significativo: il 48% indica il prezzo del carburante come criticità, mentre il 33% segnala spese di manutenzione e assicurazione. Non sorprende che tali criticità si concentrino soprattutto nei centri urbani, contesto in cui il 66% degli intervistati afferma di guidare abitualmente.

Mobilità alternativa: un supporto che non sostituisce l’auto
Nonostante la crescente attenzione verso forme di mobilità alternative, rinunciare completamente a un’auto di proprietà resta complesso per la maggioranza degli italiani. Solo il 34% si dichiara potenzialmente disposto a farne a meno, mentre il 46% si esprime in senso contrario e un ulteriore 20% resta incerto. Le resistenze sono più forti tra gli intervistati di età pari o superiore a 61 anni, dove l’opposizione sale al 48%, , mentre i più giovani (18-28 anni) mostrano una maggiore apertura, con il 46% degli intervistati che si dichiara disposto a rinunciare alla propria auto. Le motivazioni alla base di questa difficoltà sono prevalentemente strutturali: il 18% cita l’inefficienza o la scarsa disponibilità del trasporto pubblico, il 12% vive in aree isolate o periferiche, l’11% indica la necessità di autonomia e libertà di movimento. Distanza dai servizi, gestione del tempo e esigenze lavorative vengono menzionate in misura più marginale dagli intervistati.

Questa difficoltà si riflette anche nell’uso concreto delle alternative all’auto: l’83% degli italiani dichiara di non aver mai utilizzato servizi di car sharing ride-hailing nell’ultimo anno. Anche tra chi li ha provati, l’utilizzo resta prevalentemente occasionale: solo il 4% li usa almeno una volta al mese e appena l’1% con frequenza settimanale, confermando come queste soluzioni siano percepite più come strumenti di emergenza che come reali sostituti dell’auto nella vita quotidiana.

Smart working e mobilità: cosa cambia davvero
Questa survey restituisce la fotografia di un Paese in cui l’auto resta centrale non per abitudine, ma per necessità. Il lavoro da remoto, spesso indicato come leva per ridurre l’uso dell’auto, riguarda in realtà una minoranza: il 57% degli italiani dichiara che la propria attività non prevede modalità di lavoro da remoto o ibride. Laddove il lavoro flessibile è invece possibile, l’effetto va soprattutto nella direzione di una riduzione degli spostamenti: il 19% guida meno, contro appena l’1% che dichiara un aumento, mentre il 22% non rileva cambiamenti. Nel complesso, i dati mostrano che il lavoro da remoto è una leva reale ma limitata e che, in assenza di alternative pienamente integrate, non è sufficiente a ridisegnare in modo significativo le abitudini degli italiani. Anche a livello europeo emerge un quadro coerente: in Francia, il 76% degli intervistati dichiara di non lavorare né da remoto né in modalità ibrida, una percentuale significativamente più alta rispetto alla Germania (55%) e alla Spagna (27%). Tra chi invece ha accesso allo smart working, il 44% degli spagnoli afferma che questa modalità non ha inciso sulla frequenza di utilizzo dell’auto. La stessa opinione è condivisa dal 23% degli intervistati in Germania e solo dal 10% in Francia. Nel complesso, questi dati evidenziano come il lavoro flessibile non incida in modo determinante sul ruolo centrale dell’auto nella vita quotidiana.

“La nostra survey restituisce la fotografia di un Paese in cui per la stragrande maggioranza degli italiani l’auto resta una necessità quotidiana. In questo contesto, la nostra mission è proprio quella di rendere il processo d’acquisto di un’auto semplice, trasparente e sicuro. Autohero offre veicoli selezionati e ricondizionanti presso i propri centri di produzione, informazioni sull’auto chiare e un’esperienza che semplifica notevolmente l’acquisto di un bene essenziale per la vita di tutti i giorni” – commenta Donald Shehu, Director Retail Autohero Italia.

  1. Fonte: Norstat. Sondaggio online condotto in Germania, Italia, Francia e Spagna su un campione di 4.024 conducenti (Italia: 1.003) di età superiore ai 18 anni. Periodo del sondaggio: da dicembre 2025 a fine gennaio 2026.