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Perchè i prezzi della rca non scendono?

Nonostante il calo dei sinistri degli ultimi anni, l'RC Auto continua a costare una fortuna agli Italiani. Perchè? Riportiamo un interessante intervista all'editorialista De Vita, che sottolinea il carattere "lucrativo" del mercato delle assicurazioni

Gli Italiani, nonostante annunci e proclami, continuano a sborsare per l’assicurazione rc auto cifre molto più alte rispetto al resto d’europa. E ben poco sembra influire il calo di incidenti e sinistri degli ultimi anni, visto che i prezzi non sono più di tanto diminuiti e in molti casi sono addirittura aumentati. Perchè? Riportiamo un’interessante intervista che l’editorialista Enrico De Vita ha rlasciato a Radio 1 all’interno del programma Voci del Mattino.

Anche nel 2015 ci saranno nuovi aumenti?

«Non è affatto detto che debbano esserci ulteriori aumenti sulle assicurazioni. In realtà ci sono tutte le condizioni per apportare sconti consistenti. Anche se alcuni giornali si affannano a ripetere che ci saranno aumenti per 1 milione e mezzo di automobilisti – la  cosa rientra nella normalità. Infatti, su un totale di 37 milioni di assicurati – la cifra di 1,5 milioni rappresenta circa il 4%, pari a quella di coloro che hanno causato almeno un incidente lo scorso anno. La cifra in realtà è un po’ gonfiata perché si riferisce al totale dei sinistri denunciati che hanno comportato l’applicazione del “malus”. Teoricamente dovremmo trovare il 50% di incidenti con colpa e un’altra metà di vittime di sinistri. Ma nella pratica bisogna considerare che le compagnie, quando possono, attribuiscono il “concorso di colpa, ovvero  il 50% della responsabilità ad un automobilista e il restante 50% all’altro. Così il numero di quanti subiscono aumenti del premio è superiore alla metà dei sinistri denunciati».

Gli aumenti per chi è rimasto coinvolto in incidenti però sembrano inevitabili…

«Il fatto che qualcuno retroceda fa parte della logica stessa del bonus-malus. Il problema semmai è un altro. Dal momento che vediamo televisioni e giornali pieni zeppi di pubblicità di compagnie assicurative, disposte a tutto pur di accaparrarsi un nuovo cliente, vuol dire che ci troviamo ancora all’interno di un mercato lucrativo».
 
Qualcosa è migliorato negli ultimi anni?
«In un certo senso il mercato delle assicurazioni è diventato anche concorrenziale. Il merito è stato in gran parte dall’abolizione dell’obbligo di disdetta anticipata. Oggi infatti le compagnie sono terrorizzate dall’idea di perdere parte della clientela».

Ci sono sempre casi di incidenti con veicoli non assicurati. Cosa bisogna fare in questi casi?

«Purtroppo fino ad oggi si può fare ben poco in caso di incidente con un veicolo non assicurato. Se chi non è coperto da una regolare polizza assicurativa non possiede altri beni intestati – e spesso è così – il recupero dell’eventuale danno subito diventa pressoché impossibile. E parlo anche per esperienza personale. Il dramma è che sono in molti a girare in queste condizioni, del tutto privi di RC Auto. Comprano un’auto usata per pochi soldi e circolano liberamente, contro ogni norma, sapendo che in ogni caso non potrà succedergli nulla di male anche nel caso in cui dovesse provocare un incidente».

Quest’anno arriva una grande novità per stroncare il fenomeno delle truffe. Di che si tratta?
«Da aprile di quest’anno entrerà in funzione la nuova banca dati delle assicurazioni, che permetterà ai portali del tutor, delle ZTL o agli strumenti della Polizia di rintracciare in tempo reale chi circola in maniera irregolare, quindi anche chi viaggia senza assicurazione. In questo modo si riuscirà ad arginare il fenomeno delle auto senza assicurazione, certamente in autostrada, dove c’è il tutor, meno efficacemente nell’ambito urbano».

Addio alle truffe quindi?
«Il sistema di controllo non è invincibile, naturalmente. Chi circola solo in città o in zone rurali per esempio potrà continuare a viaggiare senza regolare copertura assicurativa, a suo rischio e pericolo. E poi ci sarà sicuramente chi si servirà di targhe clonate per sfuggire ai controlli. Non voglio di certo dare suggerimenti, ma purtroppo le truffe sulle targhe sono un ennesimo dramma italiano».
 
Si dice sempre che il mercato delle assicurazioni sia pervaso da contraddizioni che si potrebbero eliminare facilmente. Qualche esempio?

«Ci sono moltissimi controsensi nel mondo assicurativo. Con l’assicurazione per esempio noi tutti paghiamo il servizio sanitario nazionale, che si deve occupare dei feriti e delle conseguenze degli incidenti stradali. Paghiamo poi un ulteriore quota aggiuntiva sulla polizza per alimentare un fondo costituito per risarcire le vittime di incidenti provocati da ignoti. Tutto questo è anacronistico per il mercato assicurativo, se deve valere il principio dell’assicurazione obbligatoria. Come è stato anacronistico avere negli ultimi anni una cascata di leggi e leggine che avrebbero dovuto ridurre in maniera consistente i prezzi e che invece non hanno cambiato un bel niente

Qualche esempio di novità inefficacie?

«Così l‘indennizzo diretto, dove era la propria assicurazione a risarcire direttamente l’interessato, avrebbe dovuto permettere risparmi importanti agli assicurati: invece è servito soltanto a produrre delle discrasie spaventose. Il risultato è che gli incidenti più gravi vengono risarciti molto meno del danno reale, mentre chi ha commesso un sinistro di lieve entità ottiene risarcimenti molto più consistenti. Infatti, poiché in questo caso è la compagnia a risarcire direttamente il proprio assicurato e poiché l’importo è uguale per tutte le compagnie e per tutti i sinistri (calcolato su una media) i piccoli danni hanno vita facile e appagano il cliente, mentre quelli gravi incontrano difficoltà.»

Perché il tanto sospirato calo delle tariffe sarebbe più che dovuto agli automobilisti?

«Sulle nostre strade si è verificato un vertiginoso calo del traffico. Per capirlo basta osservare quanto siano calati i consumi di carburante. In media si percorre il 30% di strada in meno all’anno rispetto solo a cinque anni fa. Di conseguenza i sinistri dovrebbero essere calati almeno del 30%, così come i danni e quindi i risarcimenti. Sarebbe lecito aspettarsi quindi una riduzione delle polizze in questa misura, invece non è cambiato nulla, anzi!»
 
Come si deve fare ad uscire da questa situazione di sostanziale immobilismo?

«Finché il legislatore non capisce che bisogna inserire all’interno della polizza dei meccanismi automatici che permettano di diminuire le truffe, disincentivando chi gonfia i danni o denuncia incidenti inesistenti, non potrà mai cambiare nulla».
 
Qualche proposta?
«Il primo meccanismo automatico che mi viene in mente è che chi non provoca incidenti va premiato, indipendentemente dal fatto che abiti a Napoli o a Bolzano. Ma se davvero vogliamo ridurre le denuncie di piccoli incidenti, le riparazioni gonfiate o il danno riparato tre volte, dobbiamo premiare con sconti consistenti chi non denuncia sinistri subiti, ovvero chi non adopera la RC auto come un comodo ammortizzatore sociale».