Chi pensasse che in seguito alla La proposta di revisione, che include anche l’Annex con obiettivi sulle flotte aziendali, presentata dalla Commissione Europea il 16 dicembre 2025 portasse al tramonto dell’auto elettrica dopo il 2035 è stato tratto in inganno. Si viene proposta una maggiore elasticità ma i parametri sono molto, forse troppo rigidi per salvare l’auto termica. Lo possiamo ben comprendere analizzando l’ANNEX incluso nella bozza e contiene tabelle, soglie e criteri tecnici. Nella corsa europea verso la mobilità a zero emissioni al 2035, uno degli elementi più vincolanti non è solo la norma principale, ma il suo Annex tecnico dedicato a flotte aziendali, leasing e auto corporate.
Vediamo in modo chiaro cos’è l’Annex, quando è stato divulgato e come funziona il meccanismo previsto.
Cos’è l’Annex nella normativa UE
Un Annex (Allegato tecnico) è una parte integrante di un regolamento europeo. Non è un documento secondario: ha valore normativo e contiene gli elementi pratici di applicazione della legge.
Nel testo principale del regolamento si trovano:
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obiettivi generali
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principi
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campo di applicazione
Nell’Annex invece sono riportati:
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soglie numeriche
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quote minime obbligatorie
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tabelle per categorie di veicoli
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criteri di calcolo
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tempistiche di applicazione
In sintesi: l’Annex è il punto in cui l’indirizzo politico diventa regola tecnica misurabile.
Quando è stato divulgato l’Annex su flotte e leasing
L’Annex che introduce obiettivi specifici per auto aziendali, flotte e leasing è stato presentato nella revisione normativa europea di fine 2025, all’interno di una proposta di aggiornamento del quadro regolatorio sulle emissioni dei veicoli leggeri.
La divulgazione è avvenuta:
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come parte di una proposta legislativa della Commissione europea
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con pubblicazione ufficiale del testo e degli allegati tecnici
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insieme ai documenti di accompagnamento e valutazione d’impatto
Non si tratta quindi di un allegato pubblicato separatamente: è stato reso pubblico insieme alla proposta di revisione normativa.
Come funziona il meccanismo previsto
L’Annex su flotte aziendali e leasing introduce un sistema basato su obiettivi minimi di immatricolazione. Il meccanismo è costruito su una doppia soglia obbligatoria:
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una quota complessiva di veicoli a zero e basse emissioni
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una quota minima inderogabile di veicoli a zero emissioni
Le due soglie diventano operative dal 2030 e vengono aumentate in modo significativo nel 2035.
Questo approccio non si limita a orientare i risultati ambientali complessivi, ma interviene direttamente sulla composizione tecnologica del mercato.
Obiettivi 2035: convergenza tra i Paesi
Nonostante differenze iniziali tra Stati membri, il punto di arrivo è molto simile.
Entro il 2035:
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per le auto aziendali, la quota combinata di veicoli a zero e basse emissioni arriva vicino al 95%
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la quota minima di zero emissioni raggiunge il 95% in gran parte dei Paesi
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in alcuni Stati, tra cui l’Italia, la soglia minima è fissata all’80%
Schema simile anche per i veicoli commerciali leggeri: requisiti più moderati nel 2030, ma forte convergenza nel 2035.
Tecnologie a basse emissioni: ammesse ma residuali
Le tecnologie a basse emissioni restano formalmente consentite, ma con spazio limitato. Un aspetto chiave è che gli obblighi sono espressi in quote di immatricolazioni, non in emissioni medie di flotta. Questo cambia l’impostazione regolatoria:
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non si fissa solo un risultato ambientale
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si indirizza direttamente la scelta tecnologica
È una differenza rilevante rispetto a molte normative precedenti, che definivano parametri medi di emissione lasciando maggiore libertà industriale sulle soluzioni da adottare.
Effetti sul mercato corporate
Il risultato è che il margine teorico lasciato sugli obiettivi generali di mercato viene compensato da vincoli più rigidi per il segmento flotte. Nel 2035 il comparto corporate opererà in un contesto di quasi totale prevalenza di veicoli a zero emissioni. La riduzione di alcuni target generali non modifica quindi il punto di arrivo tecnologico implicito, ma ne redistribuisce il peso tra i diversi segmenti del mercato.
a cura di Renato Dainotto

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