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Cina e automotive: come cambia l’aftermarket europeo tra NEV, SDV e nuovi brand

Dario Duse, Italy Country Leader e EMEA Automotive Practice Leader di AlixPartners, ha analizzato uno dei temi più discussi del settore: Cina e automotive e gli effetti sull’aftermarket europeo. Il quadro che emerge non parla di invasione, ma di trasformazione strutturale, con impatti diretti su autoriparazione, accesso ai dati e modelli di business post vendita.

L’evoluzione riguarda volumi di mercato, diffusione dei veicoli elettrificati, centralità del software e nuovi equilibri tra reti ufficiali e operatori indipendenti.

Mercato auto Europa: crescita limitata e più brand cinesi

Le previsioni sulle immatricolazioni auto in Europa indicano una fase di sostanziale stagnazione. Nel 2025 le nuove registrazioni di autovetture e veicoli commerciali leggeri sono attese intorno a 18,3 milioni di unità, in lieve calo sul 2024. Nel 2030 il mercato dovrebbe salire poco sopra 19,2 milioni, con crescita contenuta.

Aumenta però la presenza dei costruttori cinesi in Europa. La quota di veicoli di brand cinesi immatricolati passerà dal 9% nel 2025 al 13% nel 2030.

Secondo l’analisi, non si tratta di invasione del mercato europeo. I costruttori locali difenderanno le proprie posizioni, crescerà la localizzazione produttiva e il settore sarà accompagnato da un riassetto normativo.

Cina leader nei NEV: costi, tecnologia e velocità di sviluppo

La Cina è oggi il riferimento globale per i NEV New Energy Vehicle, categoria che include BEV, PHEV, HEV e REEV. Il vantaggio competitivo riguarda costi, tecnologia e capacità di esportazione.

I costi industriali risultano inferiori di circa 35% a parità di veicolo. Sul fronte vendite, BYD ha superato Tesla nei volumi di veicoli elettrificati.

I modelli NEV dei marchi cinesi hanno un’età media inferiore ai due anni, contro i 3,5 anni dei veicoli tradizionali e circa cinque anni dei modelli esteri. I REEV range extended electric vehicle, nati in Cina, hanno già raggiunto una quota del 5% e sono destinati ad arrivare anche sul mercato europeo.

Alta anche la diffusione di sistemi ADAS e la rapidità di aggiornamento prodotto.

Software Defined Vehicle e impatto su assistenza e aftermarket

Un punto chiave è l’affermazione dei Software Defined Vehicle SDV. A differenza delle architetture tradizionali con molte centraline separate, gli SDV si basano su una centralina centrale e su architetture software aperte agli aggiornamenti.

Questo consente di separare hardware e software e di introdurre nuove funzioni anche dopo la vendita del veicolo tramite aggiornamenti OTA over the air.

Per l’aftermarket auto questo cambia le regole. Accesso a dati veicolo, software e funzioni diventa decisivo per diagnosi e riparazione. In Cina le startup EV sviluppano nuovi modelli in circa 20 mesi contro i 40 dei costruttori tradizionali, con un numero di aggiornamenti software nel primo anno fino a 20 volte superiore.

Mercato auto cinese: volumi record e consolidamento in arrivo

Il mercato auto cinese resta il più grande al mondo e punta verso 30 milioni di immatricolazioni annue, ma con crescita rallentata intorno al 2%.

La quota di veicoli prodotti localmente salirà dal 61% al 76% entro il 2030. Il sistema però mostra squilibri. La capacità produttiva autorizzata è circa doppia rispetto alla produzione effettiva e il settore è sostenuto da interventi governativi.

La guerra dei prezzi auto in Cina, con riduzioni medie del 16% tra inizio 2023 e metà 2025, e l’aumento dei contenuti di serie rendono il modello poco sostenibile. È previsto un forte consolidamento OEM, con il passaggio da circa 130 costruttori a 15–20 player nei prossimi cinque anni.

Aftermarket europeo: più BEV, meno manutenzione, più controllo delle case

L’aftermarket europeo è sostenuto dall’invecchiamento e dalla crescita del parco circolante, ma deve affrontare nuove pressioni.

Entro il 2030 i BEV rappresenteranno circa il 14% del parco, con una riduzione stimata del 40–50% dei costi di manutenzione nei primi dieci anni. Questo penalizza in particolare l’aftermarket indipendente.

La redditività dei costruttori europei è scesa dal 10% al 4% di EBIT, spingendo le case a rafforzare il post vendita. La connettività abilita nuovi servizi.

manutenzione predittiva
diagnosi da remoto
offerte personalizzate basate sui dati
assistenza continua durante la marcia

L’arrivo dei marchi cinesi, l’elettrificazione, gli SDV e l’allungamento delle garanzie rafforzano il ruolo delle reti autorizzate, ritardando o comprimendo l’accesso al business per gli indipendenti.

Normativa, dati e concorrenza: la partita decisiva

Il futuro equilibrio tra OES e IAM dipenderà soprattutto dalla normativa su

accesso ai dati tecnici
cybersecurity veicolo
aggiornamenti software
quota di ricambi captive

Secondo l’analisi, senza una spinta regolatoria pro concorrenza, la crescita del mercato favorirà soprattutto i costruttori. Con maggiore liberalizzazione, il valore complessivo potrebbe ridursi leggermente, ma con un ruolo più forte dell’aftermarket indipendente.

Il messaggio finale è chiaro. Il futuro dell’autoriparazione dipenderà anche dalla capacità delle associazioni di categoria di incidere sulle scelte politiche e regolatorie.