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Il calo del diesel preoccupa l’indotto, ripercussioni sui lavoratori italiani

Honeywell ha già deciso di fermare lo stabilimento di Chieti, ma la caduta del diesel preoccupa anche i 2.000 lavoratori dello stabilimento Bosch di Modugno

L’abbandono del diesel a favore dell’auto elettrica potrebbe avere pesanti ripercussioni per l’Italia in termini occupazionali. Come riferisce Il Giornale, in attesa l’AD di FCA Marchionne chiarisca il futuro degli impianti di Cento (Ferrara) e Pratola Serra (Avellino), dove vengono prodotti i propulsori a gasolio per i veicoli del gruppo, ad essere preoccupati sono anche i lavoratori di un indotto che ha nello stabilimento della tedesca Bosch, a Modugno (Bari), il fiore all’occhiello.

Una riconversione, pur possibile, risulta al momento estremamente difficoltosa, anche perchè a fronte di una riduzione della domanda motorizzazioni diesel non corrisponde un incremento significativo di motorizzazioni alternative. Il diesel, come mostrano i numeri sulle immatricolazioni, in un solo mese ha perso il 20% nei 5 maggiori mercati. E anche l’Italia, finora in controtendenza, sembra allinearsi al trend: -10,1% il risultato di maggio.

Secondo le previsioni di Unrae, nel 2030 i veicoli alimentati a benzina e gasolio potrebbero rapprresentare solo il 35% del nostro parco circolante, rispetto a una quota dell’88,3% raggiunta nel 2017, mentre l’ibrido, invece, potrebbe arrivare al 30%.

Ad avere già chiuso l’impianto di Atessa (Chieti) a causa del declino del diesel è l’americana Honeywell, che produce turbocompressori per motori diesel e che ha deciso di delocalizzare all’Est, lasciando a casa i 430 dipendenti.

E a guardare al futuro con qualche preoccupazione sono ora i 2mila lavoratori Bosch di Modugno, insieme a un indotto che vale qualche migliaio di posti. Questo stabilimento produce pompe a iniezione diesel Common Rail, fornendo la maggior parte delle Case auto. Da Stoccarda era arrivato ad aprile un segnale rassicurante a proposito della piena operatività del sito pugliese, ma la preoccupazione resta, anche perchè un’eventuale e graduale riconversione porterebbe comunque al taglio di posti di lavoro.

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