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Falsi incidenti e danni gonfiati per ottenere risarcimenti

Tra gli imputati della maxi-truffa del pisano anche i titolari di una carrozzeria, che ospitavano le auto coinvolte nei falsi incidenti per farle vedere ai periti, danneggiandole ulteriormente per gonfiare i risarcimenti

È previsto per marzo 2015 il processo di chi ha scelto il dibattimento nella maxi-inchiesta sugli incidenti gonfiati o inventati per rubare soldi alle assicurazioni. Sono diciotto gli imputati accusati a vario titolo di truffa in concorso e falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici.
Tra questi ex poliziotto della stradale e due ancora in servizio , un autotrasportatore di Empoli che forniva i mezzi per gli incidenti falsi e i titolari, marito e moglie, di una carrozzeria di Ponsacco. Il bottino spillato alle assicurazioni si aggira intorno ai 200.000 euro. La carrozzeria ospitava le auto coinvolte nei falsi incidenti per farle vedere ai periti e chiedere il risarcimento, danneggiandole ancora di più per gonfiare la richiesta danni. Avrebbero anche compilato falsi modelli cid per i finti sinistri e reperito i beneficiari dei risarcimenti. Tra gli imputati anche un medico legale di San Giuliano Terme, che secondo l’accusa firmava certificati e relazioni attestando lesioni inesistenti o aggravandone la prognosi.