Intervista

Genyio e SOS Grandine insieme: una nuova gestione dei sinistri

Vito Zaccagnino COO di SOS Grandine e Genyio: tecnologia, organizzazione e qualità per la nuova gestione dei sinistri.

Genyio e SOS Grandine si sono fuse: non è una semplice operazione societaria. Siamo al cospetto della creazione di un unico interlocutore per le assicurazioni. Ma anche nuove opportunità per le carrozzerie. Ce lo spiega nell’intervista Vito Zaccagnino COO dell’azienda.

SOS Grandine e Genyio oggi rappresentano un’unica realtà. Anche lei è una nuova figura in azienda. Che cosa è cambiato e quale sarà il suo ruolo?

«Sono entrato in Genyio come Chief Operating Officer dopo un percorso interamente dedicato al mondo dei sinistri assicurativi. Ho lavorato inizialmente per broker e TPA, poi ho fondato una società specializzata nell’outsourcing dei sinistri per conto delle compagnie assicurative. Negli ultimi anni mi sono occupato quasi esclusivamente della gestione degli eventi grandinigeni, collaborando con i principali operatori italiani e seguendo progetti anche in Svizzera e Francia.

Questa esperienza mi ha consentito di conoscere il settore da prospettive diverse: quella delle compagnie assicurative, quella dei provider e quella delle carrozzerie. Entrare in Genyio significa mettere a disposizione questo patrimonio di competenze per un progetto molto ambizioso. La fusione con SOS Grandine rappresenta molto più di una semplice operazione societaria.

Significa integrare due realtà complementari per creare un interlocutore unico, capace di gestire sia la riparazione dei danni da grandine sia quella dei cristalli. L’obiettivo è costruire un polo multiservizi dedicato all’automotive che possa offrire alle compagnie assicurative un servizio completo, efficiente e omogeneo su tutto il territorio nazionale.»

Il 2023 ha rappresentato uno spartiacque per il mercato della grandine. Perché?

«Per chi opera nel nostro settore esiste davvero un prima e un dopo 2023. Gli eventi atmosferici di quell’anno hanno avuto intensità e diffusione senza precedenti, colpendo contemporaneamente vaste aree del Paese e mettendo in crisi il modello tradizionale di gestione dei sinistri.

Le carrozzerie delle zone interessate sono andate rapidamente in saturazione e ci siamo resi conto che non bastava aumentare il numero dei riparatori disponibili. Occorreva ripensare completamente il modello organizzativo, introducendo una logistica più evoluta, una pianificazione centralizzata e strumenti digitali capaci di seguire ogni fase della riparazione.

Da quell’esperienza è nato un sistema molto più strutturato, pensato per affrontare anche eventi eccezionali mantenendo elevati standard qualitativi e tempi di risposta contenuti.»

Come funziona oggi questo nuovo modello operativo?

«Abbiamo costruito una rete di carrozzerie “Gold”, selezionate sulla base di criteri molto rigorosi: capacità produttiva, qualità delle riparazioni, organizzazione interna e disponibilità ad adottare procedure condivise.

Quando un territorio viene colpito da una grandinata importante possiamo trasferire rapidamente le vetture verso questi centri attraverso una rete logistica dedicata con bisarche e trasportatori specializzati.

Ma il nostro lavoro non si limita allo spostamento del veicolo. Ogni cliente viene seguito da un tutor dedicato che rappresenta il punto di riferimento durante tutto il percorso della pratica, dall’apertura del sinistro fino alla riconsegna dell’automobile.

Parallelamente controlliamo ogni movimentazione con verifiche documentate al carico e allo scarico della vettura, garantendo la completa tracciabilità dell’intero processo e un controllo .»

Quindi oggi vi considerate più un partner che un semplice fornitore delle compagnie assicurative?

«Assolutamente sì. Il nostro obiettivo non è limitarci alla riparazione del veicolo, ma prendere in carico l’intero processo operativo, alleggerendo il lavoro delle compagnie.

Quando si verificano eventi che coinvolgono migliaia di vetture serve un’organizzazione capace di coordinare logistica, riparazioni, comunicazione e controllo qualità. È proprio questo il valore che vogliamo offrire.

Essere partner significa condividere responsabilità e obiettivi, mettendo a disposizione competenze, organizzazione e strumenti tecnologici per rendere più efficiente la gestione dei sinistri.»

Quanto pesa oggi la digitalizzazione?

«È diventata fondamentale. Oggi non basta riparare bene un’automobile: il cliente e la compagnia assicurativa chiedono informazioni costanti sull’avanzamento della pratica.

Per questo stiamo sviluppando una piattaforma digitale che consentirà di monitorare in tempo reale tutte le fasi del processo: presa in carico, movimentazione, lavorazione, controllo qualità e riconsegna.

L’obiettivo è aumentare trasparenza, velocità decisionale e qualità del servizio, riducendo al minimo le richieste di aggiornamento e migliorando l’esperienza complessiva del cliente.»

Si parla molto anche di intelligenza artificiale. Come potrà essere utilizzata?

«L’intelligenza artificiale rappresenta uno strumento di supporto estremamente interessante, soprattutto nella fase di prestima del danno.

Attraverso sistemi di analisi automatica delle immagini sarà possibile valutare con maggiore rapidità il numero, la posizione e l’entità dei bolli presenti sulla carrozzeria, individuando fin dall’inizio il percorso riparativo più appropriato.

L’AI non sostituirà il perito, ma gli consentirà di lavorare con maggiore precisione ed efficienza, migliorando la programmazione degli interventi e ottimizzando l’assegnazione delle vetture ai diversi centri di riparazione.»

La qualità rimane quindi uno degli elementi centrali del vostro modello?

«È probabilmente il principio più importante. Per questo selezioniamo con molta attenzione sia le carrozzerie sia i tecnici levabolli con cui collaboriamo. Non ci interessa costruire la rete più numerosa, ma quella più qualificata.

Durante tutto l’anno effettuiamo verifiche sul territorio per monitorare la qualità delle riparazioni e supportare costantemente i nostri partner. Il nostro obiettivo è preservare il più possibile la tecnica di riparazione a freddo, ricorrendo alla verniciatura soltanto quando è realmente necessaria.

È un approccio che garantisce qualità, sostenibilità e maggiore valore residuo del veicolo.»

Uno dei punti di forza della nuova Genyio è anche l’integrazione tra grandine e cristalli.

«Esatto. Oggi possiamo gestire contemporaneamente due tipologie di intervento che spesso interessano lo stesso veicolo. Quando la polizza lo consente, organizziamo in un’unica fase sia la riparazione dei danni da grandine sia la sostituzione o riparazione dei cristalli.

Questo significa meno movimentazioni, tempi più rapidi e un unico interlocutore per tutta la pratica. Per le compagnie assicurative rappresenta una semplificazione importante; per il cliente significa ridurre il fermo tecnico della vettura e ricevere un servizio molto più efficiente.»

Che cosa cercate oggi nelle carrozzerie partner?

«Cerchiamo aziende che condividano il nostro modo di lavorare e la nostra visione. Le carrozzerie migliori sono quelle che investono nelle persone, nella formazione, nelle nuove tecnologie e nelle competenze necessarie per affrontare l’evoluzione del settore, dalla riparazione della grandine alla gestione dei cristalli fino alla ricalibrazione dei sistemi ADAS. Vogliamo costruire rapporti di lungo periodo basati sulla fiducia reciproca.

Preferiamo una rete composta da partner altamente qualificati piuttosto che un numero elevato di strutture prive di standard comuni. Crediamo che il futuro della riparazione passi proprio da qui: organizzazione, qualità, innovazione e collaborazione. Solo lavorando come una squadra sarà possibile affrontare le nuove sfide del mercato e offrire un servizio sempre più efficiente alle compagnie assicurative e agli automobilisti.»

a cura di Renato Dainotto