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Le Compagnie non perdono il  “vizio” delle clausole vessatorie

Gli emendamenti presentati in Senato consentirebbero alla Compagnie di porre nei contratti clausole vessatorie  al risarcimento delle lesioni fisiche

Le Compagnie assicurative non perdono il “vizietto” delle clausole vessatorie. E sotto il pressing dell'approvazione del ddl concorrenza hanno fatto presentare ai loro politici più vicini alcuni “vantaggiosi” (per loro) emendamenti riguardanti il risarcimento danni fisici.

L'escamotage sta tutto nelle parole. In questo caso, facendo riferimento al “risarcimento integrale delle lesioni fisiche”, le Compagnie spingono per aggiungere la frase: fatta salva la libertà contrattuale. Una “frasetta” che, messa al punto giusto, dà di fatto alle Compagnie la libertà di fare quello che vogliono, ovvero far firmare contratti con clausole vessatorie. Se dunque un assicurato firma un contratto senza leggere tutte le clausole, cosa che quasi sempre accade, può trovarsi in mano una polizza che non copre integralmente le lesioni fisiche, ma solo una parte, come stabilito da contratto.

Ma al senato sono arrivati altri emendamenti pro-compagnie. Tra questi il 10.12 e 10.13, che modificano l'articolo 2947 del Codice civile: pongono un termine di 90 giorni per la proposizione dell'azione di risarcimento del danno. Se non viene rispettata, niente indennizzo. L'emendamento 10.8 (seconda formulazione) introduce la facoltà per l'assicuratore di vietare al danneggiato di fargli causa, dilatando di altri 60 giorni il termine previsto per legge, portandolo a 120 giorni.