Lo stop ai motori termici nel 2035 è scritto nero su bianco. Ma oggi, a Bruxelles, nessuno finge più che sia una strada lineare. Quella che doveva essere una linea rossa definitiva sta diventando un terreno di confronto politico, industriale ed economico.
E a fine 2025 il dossier auto è tornato al centro del dibattito europeo.
Green Deal e Fit for 55: da svolta ambientale a rivoluzione industriale
Tutto parte dal Green Deal europeo (2019–2020):
obiettivo neutralità climatica entro il 2050
Il settore trasporti diventa subito centrale:
- alte emissioni di CO2
- dipendenza dal petrolio
- forte impatto ambientale
Nel 2021 arriva il pacchetto Fit for 55:
–55% emissioni entro il 2030
Per l’automotive significa una svolta radicale:
non migliorare il motore termico, ma superarlo definitivamente.
Nel 2023 l’Unione Europea fissa il punto:
zero emissioni allo scarico dal 2035
Tradotto: stop alla vendita di nuove auto benzina e diesel.
E-fuels: la concessione politica per salvare il motore termico
Per evitare lo scontro, soprattutto con la Germania, Bruxelles introduce un’apertura:
motori termici consentiti dopo il 2035 solo con e-fuels
Gli e-fuels sono carburanti sintetici a basso impatto climatico, ma oggi presentano limiti evidenti:
- costi elevati
- produzione limitata
- assenza di scala industriale
Risultato: più una soluzione politica che una reale alternativa nel breve periodo.
Fine 2025: l’elettrico rallenta e cambiano le posizioni
A fine 2025 il contesto è completamente diverso.
L’auto elettrica cresce, ma:
- i prezzi restano elevati
- le infrastrutture di ricarica sono insufficienti
- la domanda è meno dinamica del previsto
Nel frattempo, l’Europa perde terreno rispetto a:
- Cina
- Stati Uniti
E il tema diventa industriale, non solo ambientale.
Verso il 2026: più pragmatismo, meno ideologia
In vista della revisione del 2026 emergono nuove posizioni:
- apertura agli ibridi plug-in oltre il 2035
- maggiore spazio a biocarburanti ed e-fuels
- allarme su deindustrializzazione europea
Nessuno mette ufficialmente in discussione il 2035.
Ma il linguaggio cambia.
Da transizione ideologica a transizione pragmatica.
Il 2035 resta, ma non è più intoccabile
Formalmente, nulla cambia.
Lo stop ai motori termici nel 2035 resta.
Ma nella realtà:
la partita è ancora aperta
La revisione del 2026 sarà decisiva:
- confermare la linea attuale
- oppure introdurre correttivi per evitare impatti economici e sociali
Non è solo ambiente, è una sfida industriale
Oggi è chiaro a tutti:
lo stop ai motori termici non è solo una scelta ambientale.
È una scommessa politica, economica e industriale.
E l’Europa si trova davanti a un bivio:
guidare la trasformazione
oppure subirla
Perché perdere questa partita significherebbe perdere molto più del motore termico.
a cura di Renato Dainotto

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