L’evoluzione tecnologica è un tema centrale nel mondo della riparazione automotive. Tra nuove procedure, digitalizzazione e automazione, la domanda è sempre la stessa: dove stiamo andando e, soprattutto, l’uomo è ancora al centro del lavoro in carrozzeria?
Ad Autopromotec abbiamo dedicato un workshop proprio per affrontare questi temi. Dopo l’estate siamo tornati nel bolognese per approfondire la questione insieme a chi ha scelto di innovare in modo concreto, puntando su strumenti capaci di migliorare performance e benessere operativo.
A raccontarci l’esperienza è Riccardo Ravaglia, della Carrozzeria Augusta di Castel San Pietro Terme, che ha introdotto il tintometro automatico Alfa Dispenser: una scelta orientata a ottenere più qualità, più controllo e meno sprechi.
Carrozzeria Augusta: una storia di famiglia lunga quasi 60 anni
La Carrozzeria Augusta è una realtà con radici profonde, nata da un percorso artigianale che si è evoluto nel tempo fino a diventare una struttura moderna e multiservizio.
La storia inizia nel 1966, con Vittorio Poli, nonno materno di Riccardo Ravaglia. Un fabbro, che quasi per caso entra nel mondo della carrozzeria dopo una richiesta speciale.
«La nostra realtà nasce nel 1966 da un’idea di nostro nonno materno, Vittorio Poli, che in realtà faceva il fabbro; un giorno un suo amico gli chiese di restaurare una vecchia Lancia Augusta del 1930 (da qui l’insegna della carrozzeria, NdR)».
Con il tempo il lavoro diventa impresa e arriva il passaggio generazionale: prima i genitori, poi la terza generazione.
«Nostra mamma Liliana e papà Mario si sono conosciuti in carrozzeria… poi è arrivato il turno della terza generazione, rappresentata da me e mio fratello Andrea».
Un passaggio chiave avviene nel 2009, quando Riccardo e il fratello Andrea subentrano nella gestione e trasferiscono l’attività nella sede attuale.
«Nel 2009 siamo subentrati nella gestione trasferendo l’attività nella sede attuale, una struttura di ben 4.000 mq che ci ha permesso di evolverci in una direzione multiservizio».
E lo sguardo è già proiettato avanti: il prossimo anno arriverà il traguardo delle 60 candeline e la quarta generazione è pronta ad affacciarsi.
«Il prossimo anno taglieremo il traguardo delle 60 candeline e la quarta generazione è già sulla porta d’ingresso: mia figlia Matilde sta per diplomarsi mentre il suo ragazzo Federico… ha portato una bella ventata di freschezza ed entusiasmo in azienda».
Perché Carrozzeria Augusta ha scelto il tintometro automatico Alfa Dispenser
L’introduzione del tintometro automatico Alfa Dispenser non nasce da una “moda tecnologica”, ma da una strategia più ampia: migliorare qualità e marginalità, anche cambiando approccio al mercato.
Riccardo Ravaglia spiega che, andando controcorrente, la carrozzeria ha deciso di modificare le collaborazioni.
«Andando controcorrente rispetto al mercato… abbiamo deciso di non rinnovare le collaborazioni con flotte a noleggio e assicurazioni mantenendo solo quelle con le Case auto (Tesla, Jaguar, Land Rover, BMW e Mercedes)».
Una scelta che ha avuto un impatto immediato:
«Una mossa che da una parte ha ridotto il nostro volume d’affari, dall’altra ci ha consentito di concentrarci maggiormente sulla qualità e sulla marginalità».
In questo contesto matura l’investimento nell’automazione della tinta, tramite BASF e il rivenditore Straudi di Bolzano, coinvolgendo direttamente anche il team.
«Abbiamo deciso di acquistare il tintometro automatico dell’Alfa, coinvolgendo nella decisione anche i nostri operatori… piuttosto giovani e… molto entusiasti».
Risparmio di tempo e meno sprechi: vantaggi reali in tintometria
Uno degli elementi più discussi quando si parla di tintometro automatico è la reale capacità di migliorare produttività e controllo.
Per Carrozzeria Augusta, il beneficio è concreto: meno sprechi e maggiore precisione nel punto tinta, grazie al dosatore.
«Tra i vantaggi… c’era un minore spreco di colore e un migliore punto tinta: merito del dosatore, che vanta una precisione elevata (il display ha 3 decimali) e consente di produrre l’esatta quantità di colore richiesta dall’operatore».
Un vantaggio operativo importante riguarda anche il modo in cui vengono gestite le quantità: il sistema è veloce, quindi si può lavorare senza “abbondare” per paura di restare corti.
«Il sistema poi è talmente veloce a realizzare la formulazione che ci siamo abituati ad essere conservativi nelle quantità, sapendo che al bisogno si può replicare rapidamente».
Alfa Dispenser e sistema Glasurit: quando la tecnologia funziona in un workflow
Alfa Dispenser viene introdotto all’interno di un ecosistema organizzato e già strutturato. Un passaggio fondamentale, perché l’innovazione non è solo lo strumento, ma il metodo di lavoro.
«Alfa ci è stato proposto da Glasurit; il Gruppo BASF ha testato e certificato questo strumento… è sul mercato da qualche anno e ha già ricevuto numerose migliorie e aggiornamenti tecnici».
Secondo Ravaglia, il tintometro dà il meglio di sé quando viene integrato nel sistema Glasurit costruito insieme al colorificio Straudi, che include:
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lettura tinte con spettrofotometro
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scarico dati
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programmazione delle attività
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utilizzo del miscelatore a centrifuga
Questo flusso, nella pratica, porta un vantaggio organizzativo preciso: arrivare al mattino e avere già la giornata pianificata, con le tinte pronte.
«Tutto questo permette all’operatore di arrivare al mattino e preparare già le tinte della giornata».
Meno stress, più qualità e maggiore cura dell’ambiente di lavoro
Quando la tecnologia accorcia i tempi e riduce la pressione operativa, migliora anche la qualità generale del lavoro. È un effetto spesso sottovalutato, ma centrale per chi gestisce un team.
Riccardo Ravaglia evidenzia benefici che vanno oltre la produttività:
«Un bel risparmio di tempo che si traduce in minore stress, più qualità del lavoro e maggiore tranquillità per dedicarsi ad altre attività… come per esempio la cura e la pulizia della cabina e degli strumenti».
Attività che, in situazioni di forte pressione, rischiano di essere rimandate o trascurate:
«Operazioni che con ritmi di lavoro più stressanti venivano lasciati indietro oppure trascurati».
“Lo restituiamo?” L’aneddoto che racconta l’adozione reale
Per capire se un’innovazione è davvero entrata nella routine di un’officina, spesso basta ascoltare chi lavora ogni giorno con quello strumento.
Riccardo racconta un episodio significativo, al rientro dalle ferie:
«Ho detto ai ragazzi che volevo restituire il tintometro all’azienda perché era finito il periodo di prova; ho visto il terrore nei loro occhi».
La risposta del team è un segnale chiaro: l’automazione è stata accolta, compresa e integrata con convinzione.
«Scherzi a parte ci troviamo molto bene, il prodotto è valido e nel sistema che abbiamo impostato attualmente è vincente».
Verso il futuro: innovazione sì, ma con l’uomo al centro
Il tema del futuro ritorna, inevitabilmente, quando si parla di tintometria automatica e workflow digitali. Per Carrozzeria Augusta, il percorso è chiaro: restare aggiornati senza perdere il senso del lavoro.
Riccardo Ravaglia guarda anche ai prossimi passaggi generazionali e tecnologici:
«Soprattutto pensando all’imminente arrivo dei robot che rappresenteranno un ulteriore salto generazionale nel lavoro di carrozzeria».
Ma il criterio di valutazione rimane uno solo: l’innovazione deve generare valore reale anche per le persone.
«Il mercato e la tecnologia sono in fermento… non dimentichiamo che ogni innovazione deve andare nella direzione di un maggiore benessere per noi e i nostri dipendenti».
a cura di Simone La Rocca - Foto Photo-R

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