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CAR CARROZZERIA SUMMIT 2023: L’INTERVENTO DI MARC AGUETTAZ

Marc Aguettaz, Managing Director di GiPA Italia che, da par suo, ha sciorinato, dal palco del Car Carrozzeria Summit 2023, i dati sull’andamento del mercato della carrozzeria ai tempi del “new normal”. Prima considerazione: il parco circolante non è mai stato così ampio come oggi, salvo lievi flessioni nel 2013-14. Una ragionevole proiezione per il futuro fino al 2035 fa ritenere che il parco circolante rimarrà stabile per i prossimi dodici anni, con un’età media del circolante sopra i dieci anni e una durata media della vita dell’ autovettura prossima ai quattordici anni. Con una ripresa auspicabile delle immatricolazioni potrebbero risalire sia l’età media che la durata media della vita dell’automobile. Per quanto riguarda la struttura del parco circolante per fasce di età – ha continuato Aguettaz – il blocco 0-9 anni è previsto in discesa dal 68% del 2011 al 48% del 2030. Il mercato ha posto l’attività dei carrozzieri per alcuni anni sotto pressione per l’anzianità dei veicoli e la tendenza a non fare riparazioni. Dal 2011 fino ad oggi si è registrato un aumento di 7 milioni di veicoli, con un invecchiamento del circolante che ha determinato una minore propensione verso le riparazioni. Per quanto riguarda il numero medio di ingressi in carrozzeria, con la crisi della finanza internazionale e quella del debito interno dei paesi PIIGS (cioè Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna, le nazioni europee economicamente meno virtuose), l’automobilista ha effettuato sempre meno riparazioni; questo è avvenuto anche nel 2017, 2018 e 2019 con la ripresa delle immatricolazioni. Durante la pandemia e nel periodo successivo c’è stata però una ripresa degli ingressi. Il dato preoccupante per il settore è quello relativo alla frequentazione, al numero medio di canali frequentati, molto più basso del precedente. Aguettaz, nella slide presentata,  ha sintetizzato con la consueta arguzia il concetto: “Se non vendi le gomme, sarà il gommista a fare il tagliando”, e cioè se il carrozziere non si occuperà anche di meccanica, sarà chi si occupa di meccanica a fare anche il carrozziere. Si sta andando quindi verso strutture multiservice, dove l’offerta del riparatore condiziona fortemente l’andamento dei numeri: chi è in grado di fare tutto nella propria struttura non lascia spazio ad altri. Un’evoluzione del genere spinge l’automobilista a concentrare la propria domanda di assistenza verso un numero sempre più ristretto di operatori.

I NUMERI DEI SINISTRI

Aguettaz ha poi proseguito analizzando i dati sul numero di incidenti: si conferma la tendenza che vede un numero maggiore di incidenti nel caso si percorrano meno km su strada. Con il calo della percorrenza si ha meno esperienza di guida ed aumenta così il tasso di incidentalità. Per quanto riguarda la dinamica delle riparazioni – un incidente diventa fatturato solo se si procede con la riparazione – dal 2019 al 2022 c’è stata una crescita del 39%  dei sinistri riparati, del 55% di quelli dichiarati e del 10% dei non dichiarati. Alla fine fra il 2020 e il 2022, il numero di incidenti – dichiarati e non – che sono stati comunque riparati è aumentato del 40%. Il 71% delle riparazioni è avvenuto dopo incidenti dichiarati alle assicurazioni: solo il 30% degli automobilisti paga quindi di tasca propria. L’analisi  successiva di Aguettaz ha mostrato che, in un periodo in cui si cerca di mantenere più a lungo la vettura, cresce la propensione alla riparazione delle auto più anziane. E’ un dato legato alla dinamica del parco circolante: immatricolazioni del nuovo, in forte calo e aumento del prezzo dell’usato, fattori che spingono l’utenza verso la riparazione. Si passa, fra il 2020 e il 2022, da un incremento del 20% per le auto fino a 4 anni d’età al + 46% per i veicoli oltre i 15 anni di vita. In relazione ai costi delle riparazioni in seguito a incidenti, dopo il forte calo del fatturato degli interventi del 2020, che seguiva già ad alcuni anni di crisi, si osserva una ripresa. Il fatturato del 2022 supera del 9% quello del 2019. La crescita degli interventi di riparazione porta con sè una diminuzione dell’ importo del singolo intervento: con un aumento del 40% degli incidenti il fatturato è aumentato del 34%  dal 2020 al 2022 dopo un calo dal 2019 al 2020 del 19%.

LIQUIDAZIONE SINISTRI

Si può dire – ha continuato Aguettaz – che ci sia stata una “strategia” da parte dell’ automobilista per far pagare alle compagnie assicurative l’incremento delle riparazioni: dal 2019 al 2022 il fatturato degli incidenti – ragionando su base 100 – è passato da 100 a 109;  il totale del costo pagato dagli automobilisti da 100 a 60 e il totale del risarcimento delle assicurazioni da 100 a 150, vale a dire attualmente il 74% del valore complessivo delle riparazioni che si aggira intorno ai 2 miliardi di euro. Una riflessione interessante ha riguardato – con il contributo visuale di una matrice di Llosa – quello che serve per soddisfare gli automobilisti che si recano in carrozzeria: non possono mancare le “attese di base”: consigli efficaci, qualità del lavoro realizzato, rispetto dei tempi di consegna e facilità di prendere un appuntamento. I cd “elementi motori” sono quelli che fanno aumentare o diminuire drasticamente la soddisfazione quando sono presenti o meno: spiegazione della fattura e dei lavori eseguiti, rispetto del preventivo e la competenza tecnica degli operatori. Gli “elementi bonus” fanno crescere la soddisfazione quando ci sono, ma in caso di assenza non determinano scontento: consegna lista dei controlli effettuati, luogo ben attrezzato; così come gli “elementi secondari”: personale e sala d’attesa accoglienti e  luogo di riparazione pulito. Marc Aguettaz ha concluso il proprio intervento illustrando l’”equazione del cambiamento” di Giorgio Giavarra: il cambiamento è uguale alla visione, cioè dove si vuole andare, moltiplicata per l’insoddisfazione e i piccoli passi che servono per muovere da dove siamo oggi a dove vogliamo andare