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Sicurezza stradale: come dati e intelligenza artificiale possono ridurre gli incidenti

Ogni anno sulle strade italiane perdono la vita oltre 3.000 persone e più di 230.000 rimangono ferite. Numeri che trasformano la sicurezza stradale in una delle principali emergenze sociali del Paese, con un impatto umano ed economico enorme.

Secondo le analisi presentate durante il Forum di The Urban Mobility Council (TUMC), promosso da Unipol, la combinazione tra dati, telematica, infrastrutture intelligenti e intelligenza artificiale potrebbe rappresentare uno degli strumenti più efficaci per ridurre il numero degli incidenti e prevenire situazioni di rischio prima che si trasformino in tragedie.

Incidenti stradali: una emergenza ancora aperta

I numeri emersi dal secondo Rapporto The Urban Mobility Council mostrano un quadro che continua a destare preoccupazione.

Nel 2024 in Italia si sono registrati:

  • 173.364 incidenti con lesioni;
  • 233.853 feriti;
  • 3.030 vittime.

Un dato che conferma il rallentamento del percorso di riduzione dell’incidentalità registrato negli anni precedenti e che allontana il Paese dagli obiettivi fissati dall’Unione Europea per il 2030 e il 2050.

Ancora più significativo è il fatto che oltre il 73% degli incidenti avvenga nelle aree urbane, dove convivono automobili, trasporto pubblico, biciclette e mobilità dolce.

Quanto costa la mancata sicurezza stradale

Oltre al dramma umano, gli incidenti generano un impatto economico enorme.

Secondo le stime riportate durante il Forum, il costo sociale della sinistrosità stradale raggiunge circa 20 miliardi di euro ogni anno tra:

  • spese sanitarie;
  • danni materiali;
  • costi assicurativi;
  • perdita di produttività;
  • conseguenze economiche indirette.

RoadSafeAI 2.0: l’intelligenza artificiale che prevede il rischio

Uno dei progetti più innovativi presentati durante il Forum è RoadSafeAI 2.0, sviluppato dal Politecnico di Milano.

Il sistema, illustrato da Sergio Savaresi, rappresenta un cambio di paradigma nella gestione della sicurezza stradale.

Dall’analisi degli incidenti alla prevenzione

Tradizionalmente la sicurezza stradale si basa sull’analisi di ciò che è già accaduto.

RoadSafeAI 2.0 adotta invece un approccio predittivo.

Il sistema utilizza:

  • dati telematici provenienti dai veicoli;
  • informazioni sul traffico;
  • caratteristiche delle infrastrutture;
  • dati territoriali.

L’obiettivo è individuare preventivamente le aree e le condizioni che potrebbero generare incidenti.

Mappe dinamiche del rischio

Grazie all’elaborazione di milioni di dati, il sistema è in grado di costruire vere e proprie mappe dinamiche del rischio stradale.

I test condotti a Milano e Genova hanno dimostrato la capacità del modello di adattarsi a contesti urbani differenti e identificare zone critiche anche in presenza di dati incompleti.

Le città influenzano il comportamento degli automobilisti

La sicurezza stradale non dipende soltanto dai veicoli e dai conducenti.

Secondo la ricerca presentata da Carlo Ratti, anche il design urbano ha un impatto diretto sui comportamenti di guida.

Strade più larghe, velocità più elevate

L’analisi di milioni di eventi telematici ha evidenziato che:

  • strade ampie e aperte tendono a favorire velocità elevate;
  • contesti urbani più compatti inducono una guida più prudente.

La progettazione urbana diventa quindi uno strumento di prevenzione a tutti gli effetti.

Le piste ciclabili protette funzionano

Lo studio ha inoltre confermato che le piste ciclabili fisicamente separate dal traffico migliorano sensibilmente la sicurezza degli utenti vulnerabili.

Le semplici corsie delimitate dalla segnaletica orizzontale, invece, non garantiscono gli stessi risultati.

La telematica come strumento di prevenzione

Durante il Forum è stato evidenziato anche il ruolo crescente delle tecnologie telematiche.

Paola Carrea ha illustrato l’evoluzione della tradizionale black box verso la nuova GreenxBox, capace di generare indicatori utili per premiare comportamenti di guida virtuosi.

Questi strumenti potrebbero supportare amministrazioni e istituzioni nello sviluppo di politiche di mobilità più efficaci e personalizzate.

Jean Todt: gli incidenti sono una pandemia silenziosa

Tra gli interventi più significativi del Forum quello di Jean Todt, inviato speciale delle Nazioni Unite per la Sicurezza Stradale.

Todt ha definito gli incidenti stradali una vera e propria:

“pandemia silenziosa”

ricordando come ogni anno nel mondo quasi due milioni di persone perdano la vita sulle strade.

Particolarmente allarmante il dato relativo ai giovani: la mortalità stradale rappresenta una delle principali cause di morte tra i ragazzi di età compresa tra 5 e 29 anni.

Verso un ecosistema nazionale della sicurezza stradale

Secondo Enrico San Pietro, il futuro della sicurezza stradale passerà sempre più dall’integrazione tra:

  • infrastrutture intelligenti;
  • veicoli connessi;
  • dati;
  • tecnologie predittive;
  • comportamenti responsabili.

L’obiettivo è costruire un ecosistema nazionale della sicurezza stradale basato sulla collaborazione tra:

  • istituzioni;
  • imprese;
  • ricerca;
  • forze dell’ordine;
  • operatori della mobilità.

Sicurezza stradale: il dato diventa strategico

La conclusione emersa dal Forum è chiara: il futuro della sicurezza stradale non può basarsi esclusivamente su controlli e sanzioni.

Come sottolineato da Stefano Genovese, la sfida consiste nel governare la mobilità attraverso una maggiore capacità di analisi, prevenzione e utilizzo intelligente dei dati.

Per il settore automotive, assicurativo e per le amministrazioni pubbliche si apre quindi una nuova fase in cui l’intelligenza artificiale e la telematica diventano strumenti fondamentali per comprendere e prevenire il rischio.

Perché questa ricerca è importante

In sintesi

Oltre 3.000 morti sulle strade italiane ogni anno

Circa 20 miliardi di euro di costi sociali

Il 73% degli incidenti avviene in città

L’intelligenza artificiale può individuare i rischi prima degli incidenti

Infrastrutture e design urbano influenzano direttamente la sicurezza

Dati e telematica diventano strumenti centrali per la prevenzione

Concludendo…

Quanti incidenti stradali si registrano ogni anno in Italia?

Nel 2024 sono stati registrati 173.364 incidenti con lesioni, oltre 233.000 feriti e 3.030 vittime.

Cos’è RoadSafeAI 2.0?

È un sistema sviluppato dal Politecnico di Milano che utilizza intelligenza artificiale, dati telematici e informazioni sulle infrastrutture per individuare preventivamente le situazioni di rischio stradale.

In che modo l’intelligenza artificiale può migliorare la sicurezza stradale?

Analizzando milioni di dati provenienti da veicoli, traffico e infrastrutture, l’AI può identificare aree critiche e supportare interventi preventivi prima che si verifichino incidenti.

Qual è il costo sociale degli incidenti stradali in Italia?

Le stime indicano un impatto economico di circa 20 miliardi di euro all’anno tra spese sanitarie, danni materiali, costi assicurativi e perdita di produttività.

Perché le città sono centrali nella sicurezza stradale?

Oltre il 73% degli incidenti avviene nelle aree urbane, dove convivono traffico privato, trasporto pubblico, pedoni e ciclisti.

Le infrastrutture possono ridurre gli incidenti?

Sì. Studi presentati al Forum dimostrano che il design urbano, la configurazione delle strade e la presenza di piste ciclabili protette influenzano direttamente il comportamento degli automobilisti e il livello di sicurezza.