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Cierreffe, la parola a Marco Pozzi

Abbiamo incontrato Marco Pozzi, Direttore Commerciale di Cierreffe, figura da poco entrata in azienda. Un uomo e un manager ben noto nell’automotive, che ha deciso di raccogliere una sfida importante come importanti sono il Gruppo Intergea e Cierreffe. Conosciamolo meglio

Quando abbiamo incontrato Marco Pozzi, Direttore Commerciale di Cierreffe, era in azienda da poche settimane. Nonostante questa “freschezza” ci ha stupito per la padronanza dei temi e infatti non si è sottratto a nessuna domanda, dimostrando molta professionalità documentandosi sui temi che volevamo toccare. Una nuova figura in Cierreffe ma che conosce bene il settore e che sicuramente potrà dare un forte contributo ai tanti progetti già partiti e a quelli che ovviamente non ci hanno ancora svelato. In più è una persona schietta, e questo è davvero un pregio.

Un nuovo incarico professionale in un settore che conosce molto bene. Una sfida in comfort zone, oppure…

«Il mio percorso professionale parte, ormai qualche decennio fa, nei beni di largo consumo dove sono rimasto per ben 15 anni, dopodiché decisi di cambiare totalmente settore approdando al mondo Automotive, dal quale non mi sono più staccato trovandolo dinamico, interessante e, seppur complesso, molto affascinante.
Qui, le esperienze più significative sono state quelle in Magneti Marelli nella divisione After Market dal 2006 al 2016 come responsabile commerciale per l’area centro/nord Italia e Bonaldi Motori, azienda del Gruppo Eurocar Italia/Porsche Holding Salisburgo, come responsabile della divisione ricambi, approcciando quindi il mercato OES. Poi, la vita offre sempre delle opportunità: attraverso Aurelio Pagani che conosco da diversi anni, mi è stata proposta questa opportunità che da subito ho valutato come estremamente interessante sia per il ruolo, sia per l’importanza del gruppo Intergea del quale fa parte, sia per l’azienda in se stessa per la gestione di taglio manageriale, multibrand, Hub di riferimento Stellantis, oltre ad importanti progetti a breve e medio terrmine. Quindi, se avessi mirato alla comfort zone, sicuramente sarei rimasto nel gruppo precedente, ma le nuove sfide, purché strutturate, da sempre mi attraggono».

Ricambi e riparazione in carrozzeria, un mercato in evoluzione. Si affacciano nuovi competitor, quale la strategia per fidelizzare?

«Certamente, un mercato in forte evoluzione, legato alla crescente necessità di adeguamento tecnologico, sia per quanto riguarda la gestione della propria attività che per quanto riguarda vetture sempre più complesse, con sistemi di sicurezza sempre più avanzati.
Questi fattori sono e devono essere ben chiari agli autoriparatori per strutturarsi ed investire, soprattutto in formazione. Inoltre la trasformazione verso la motorizzazione elettrica, anche se più lenta del previsto (le proiezioni parlano di un circolante nel 2030 composto ancora per l’85% da vetture con motore termico o ibrido), già oggi vede gli autoriparatori cimentarsi nella gestione di interventi su vetture BEV. Quindi, investimenti per operazioni in totale sicurezza su vetture con nuove motorizzazioni, sulla comunicazione, sulla formazione e ricerca di personale qualificato, saranno gli elementi vincenti per il loro futuro. . Noi possiamo essere un supporto strategico in tutto questo già oggi per la formazione del personale e un aiuto concreto attraverso dei percorsi che possano aiutare il nostro cliente nel trovare personale o magari qualificarlo ulteriormente».

L’offerta Cierreffe è sempre stata molto “distintiva”: un plus che aiuta a presidiare il mercato? Rappresenta un valore nella conquista di nuovi clienti?

«Un valore fondamentale. In questa fase molto competitiva del mercato la nostra offerta ci distingue soprattutto nel servizio che sviluppiamo a 360°: innanzitutto di copertura del catalogo con un livello di servizio del 94%, che in parole semplici significa ogni 10 ricambi richiesti 9,4 sono disponibili a stock.
Siamo poi rapidi nelle consegne certificandolo anche nell’accordo commerciale che sottoscriviamo con i clienti: tre spedizioni giornaliere per Torino e prima cintura, due consegne giornaliere nelle aree territoriali che copriamo direttamente a livello commerciale: Piemonte, Liguria, Lombardia, Valle D’Aosta. Comunque anche dove non siamo in grado di garantire le due consegne, arriviamo con una consegna giornaliera.
Abbiamo 25 persone altamente qualificate al front office, con un grado di competenza elevata costruita negli anni, suddivisi per marchio, pronti a dare consulenza per preventivi e ordini. Disponiamo di una rete di 15 commerciali che coprono appunto quelle provincie sulle quali riusciamo a garantire la doppia consegna.
Il nostro back office poi, riconosciuto da tutti, oltre che estremamente efficiente soprattutto come un riferimento di mercato in termini di professionalità, aiuta a risolvere tutte quelle problematiche che in genere creano contrattempi con il cliente.
Tutti questi sono servizi molto apprezzati e per niente scontati, soprattutto per i nuovi clienti, quelli che si affacciano per la prima volta alla nostra realtà. Infine la garanzia di 5 anni su tutti i ricambi originali che distribuiamo (ovviamente eccetto parti di usura) è una cosa unica nel settore. Per noi è una offerta importante, un servizio aggiuntivo che ci distingue sul mercato e sul quale stiamo investendo in comunicazione con una campagna pubblicitaria rinnovata, molto elegante e distintiva. La garanzia verrà anch’essa inserita nell’accordo sottoscritto con il cliente a tutela anche dell’utente finale».

Il vostro portafoglio è molto ampio, tanti marchi. Ricordiamo ai lettori la vostra offerta complessiva?

«Grande copertura costruita negli anni. Oggi rappresentiamo 32 marchi, 14 Stellantis più altri 18, gestiamo marchi coreani e giapponesi ed abbiamo inserito MG e BYD, fra poco OMODA e JAECOO (nuovo brand cinese). Sui nuovi marchi cinesi stiamo, in prospettiva, investendo molto, anche attraverso DIVENTA che è la nuova JV paritetica tra INTERGEA e AUTOTORINO, perché diventerà una necessità avere il prodotto. In portafoglio gestiamo anche i prodotti Würth e proseguiamo con uno storico accordo con Pirelli per i pneumatici oltre a delle collaborazioni con distributori di vernici».

Novità per il 2024? Avete in serbo qualcosa che si può anticipare?

«Novità ne abbiamo tante. Prima dell’estate lanceremo il nuovo gestionale che, per i clienti, significa un B2B totalmente nuovo, moderno, funzionale e più fluido.
Una implementazione pensata per migliorare l’esperienza dei nostri clienti. Poi avremo delle novità per il settore carrozzeria con l’allargamento del catalogo su alcune linee di qualità equivalente: termico, illuminazione, tiranteria, illuminazione e paraurti. Prodotti che andranno a completamento della nostra offerta. Abbiamo poi iniziato un processo di internazionalizzazione del gruppo, partito dalla Svizzera italiana e sul quale intensificheremo l’attività nel corso dell’anno».

Come si sta evolvendo il vostro progetto di una rete di carrozzerie, soprattutto per quelle orfane del mandato Stellantis?

«Il progetto si sta sviluppando, abbiamo creato l’identity, un’immagine accattivante per rendere visibile la rete. Daremo supporto con la formazione sia sul fronte della gestione finanziaria sia su quello tecnico, aiuteremo nelle certificazioni. Non da ultimo creeremo accordi con assicurazioni e flotte. Stiamo lavorando a un progetto per permettere alle carrozzerie del network di potere lavorare con i brand che rappresentiamo».

2023, anno di profondi cambiamenti per la placca Stellantis: come è andato l’anno e la transizione di questa estate come l’avete gestita?

«L’anno è andato bene pur con tutte le difficoltà del momento. La transizione della placca noi l’abbiamo vissuta all’inverso, eravamo già pronti, non abbiamo avuto blocchi. Non è cambiato nulla. Dal punto di vista commerciale l’anno è andato bene, con una crescita a doppia cifra. In questo 2023 con i cambiamenti Stellantis non abbiamo avuto problemi di servizio».

2024: che previsioni avete?

«Non è facile fare previsioni a lungo termine. In questo momento è meglio lavorare e analizzare il breve termine, di tre mesi in tre mesi. Bisogna capire in che direzione sta andando il consumo di massa. Negli ultimi 20 anni abbiamo visto che l’autoriparazione segue l’andamento del consumo. Se si vendono più scarpe si vendono più ricambi. Oggi dobbiamo vedere che impatto avrà nel lungo l’inflazione e la stretta sul credito al consumo».

a cura di Renato Dainotto - Foto Photo-R