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CollaborAMIAMO?

Chi, tra i carrozzieri, non ha mai auspicato una maggiore collaborazione? Eppure, quando dalle parole si passa ai fatti, molti si tirano indietro. Cerchiamo di capire perché e cosa comporta in termini aziendali

Negli ultimi 15 anni penso di non avere mai concluso un incontro formativo senza avere sentito, almeno una volta, questa frase: «Eh, dovremmo collaborare di più tra noi. Ma nel nostro settore è difficile…». All’inizio mi sembrava la classica affermazione generica, ed invece man mano che conoscevo meglio il mondo dei carrozzieri scoprivo quanto quella frase fosse vera.

NON È RIFIUTO
In realtà non è che i carrozzieri rifiutino la collaborazione per partito preso.
Anzi! Ma nella maggior parte dei casi manifestano poi una caratteristica che non ho mai riscontrato in altri settori. Si convincono di essere più astuti dei loro colleghi, e di potere approfittare della buona fede altrui per trarne un qualche tipo di vantaggio personale, senza considerare gli effetti nel lungo periodo.

CI SONO CADUTO PURE IO
Io stesso ne sono stato vittima in un paio di circostanze, e quando ho fatto notare il comportamento scorretto ai diretti interessati mi è stato risposto che erano le “leggi di mercato” a permettere una condotta di quel tipo. Della serie: lo so che sono stato scorretto, ma finché non è perseguibile penalmente lo faccio e mi sento persino più furbo di te.

QUALI EFFETTI?
Non ci interessa scoprire le origini psicologiche di tale comportamento diffuso, ma è sicuramente più utile capire quali effetti dannosi crea all’intera categoria.
Innanzitutto un vuoto incolmabile in termini di associativismo, che rende storicamente debole a livello politico ed economico una categoria che, se compatta, avrebbe potuto rivendicare negli anni diritti molto maggiori. Essere frammentati danneggia tutti, eppure l’istinto ad avere un piccolo vantaggio nel breve termine spesso prevale su un grande vantaggio per tutti nel lungo periodo.

PARTE LA DIFFIDENZA
L’altra conseguenza è che si è creata una particolare diffidenza da parte di qualsiasi partner commerciale, che sa di non potere mai abbassare la guardia con il proprio interlocutore.
O addirittura di dovere usare stratagemmi più raffinati per tenere a bada chi mette la moralità al secondo posto rispetto alle famose “leggi di mercato”.
Con rapporti malsani, in termini professionali, che in qualche caso esplodono in sotterfugi, ripicche e bruschi divorzi.
Ecco quindi che invece di mettersi attorno ad un tavolo per trovare una sinergia tra carrozzerie, assicurazioni, flotte e partner commerciali (magari per rendere il servizio al cliente più improntato sul valore, e quindi economicamente più vantaggioso per tutti), si instaura una lotta sempre più spietata per imporre all’altro le proprie condizioni.

ROMPERE LO SCHEMA
Se poi qualcuno prova a rompere questo schema per cercare di favorire gli interessi di tutti i soggetti coinvolti, ecco che si scatenano le paure più strane e si cerca di fermare subito l’anomalia, che potrebbe sovvertire il fragile equilibrio faticosamente creato.
Quando invece sarebbe più facile comprendere che solo vincendo tutti si creano condizioni migliorative, mentre quando una delle parti soccombe il danno sarà equiparabile ad un sasso lanciato nello stagno: le onde prima o poi coinvolgeranno tutto lo specchio d’acqua.

I GIOVANI SONO IL FUTURO
Per fortuna tra le nuove generazioni sembra essere più sentito questo bisogno di una reale collaborazione che coinvolga colleghi carrozzieri, fornitori e partner commerciali.
E i primi segnali iniziano a vedersi con la nascita di piccoli gruppi guidati da un sincero desiderio di confronto aperto e leale. Chissà che il loro esempio non dimostri anche ad altri che è questa l’unica strada per vincere davvero tutti, mettendo da parte inutili rivalità e sciocchi protagonismi.

a cura di Fabrizio Cotza, mentore sovversivo