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Incidenti: il 20% è causato dal telefonino

Il 20,1% degli incidenti stradali è causato dall'uso del telefonino in auto, ma raramente il bluetooh viene offerto di serie. E' quanto emerge da una ricerca DAT Italia

I numeri parlano chiaro: il 20,1% degli incidenti stradali (fonte Aci-Istat) è causato proprio dall’uso del telefonino in auto, che batte ebbrezza e velocità.
D’altra parte per mandare un messaggio ci vogliono circa dieci secondi, così l’automobilista percorre alla cieca l’equivalente di tre campi di calcio. Eppure poche auto offrono di serie il collegamento vivavoce, altre lo inseriscono in costosi pacchetto di accessori o nella maggioranza dei case lo fanno pagare, profumatamente, a parte. Questa in estrema sintesi la ricerca che My Special Car Show (il salone dell’auto personalizzata che nel week end va in scena a Rimini Fiera) ha appena commissionato alla Dat-Italia.

Per lo studio sono stati analizzati tutti i modelli in vendita in Italia e sono stati presi in considerazione i prezzi minimi IVA inclusa degli optional che comprendono il sistema Bluetooth modello per modello, versione per versione. E il risultato è sconcertante perché di fatto questo accessorio di fondamentale importanza per la sicurezza si paga quasi sempre a parte. Uno sguardo alla tabella vale più di mille discorsi… E’ sorprendente vedere in ogni caso che un accessorio così importante sia oggetto di politiche di marketing, offerto di serie solo da un numero limitato di veicoli. E ancor più sorprendente è il fatto che su alcuni veicoli, neanche alto di gamma, un tale accessorio venga poi venduto solo insieme ad altri costosi optional…

Le marche più virtuose in ogni caso sono Abarth, Alfa Romeo, Dacia, Hyundai, Infiniti, Jaguar, Jeep, Kia, Lexus, Lotus, Maserati, Mazda, Mitsubishi Ssangyong, Subaru e Toyota. Giuste citarle tutte.

“Si sa che al volante – spiega l’ing. Antonio Coppola, direttore Generale Dat-Italia – una telefonata non allunga certo la vita, ma anche se non è corretto
mettere le mani in tasca ai costruttori di auto bisognerebbe fare di tutto per diffondere il viva voce o addirittura prevederlo di serie; dopotutto i costi in gioco non sono così elevati se pensiamo che ormai altoparlanti e stereo sono ormai su tutte le macchine”.