Attualità

Milano celebra gli 80 anni del Libretto Verde

Un secolo di solidarietà nel cuore della città

 La serata di ieri, 20 maggio, ha segnato un momento storico per il tessuto civile milanese. Presso la suggestiva cornice di My Vintage Spazio Eventi, che ospita una collezione unica di moto e Vespe d’epoca, la Fondazione Visitatrici per la Maternità Ada Bolchini Dell’Acqua ETS ha celebrato l’ottantesimo anniversario del Libretto Verde, l’iconica rubrica-agenda nata nel 1946 che continua, oggi come allora, a sostenere le opere benefiche a favore della maternità e dell’infanzia.

L’evento ha preso il via con il benvenuto del Presidente della Fondazione, Francesco Poschi Meuron, che ha tenuto un discorso appassionato ripercorrendo le tappe di un impegno che affonda le radici in oltre un secolo di storia milanese, celebrando il legame indissolubile tra l’istituzione e la città. Accompagnato da Stefano Biffi, fondatore di My Vintage, che ha accolto i sostenitori della Fondazione in una cornice capace di evocare l’eccellenza del Made in Italy. Simbolo di questo connubio tra memoria e solidarietà è stata la presenza delle Vespa Piaggio: un mito internazionale nato nel 1946, lo stesso anno in cui vedeva la luce il Libretto Verde. Celebrare questo anniversario tra le linee senza tempo dello storico scooter ha sottolineato il valore di due icone nate dalla volontà di rinascita del dopoguerra, capaci di attraversare i decenni restando profondamente attuali.

La celebrazione ha reso omaggio alla visione della fondatrice, Ada Bolchini Dell’Acqua e di tutte le impareggiabili generose signore, la cui missione ebbe inizio ufficialmente nel 1924 con la Commissione Visitatrici per la Maternità.

Nato nel 1946, in una Milano che cercava di rialzarsi dalle macerie della guerra, il Libretto Verde rappresenta da otto decenni il cuore pulsante della comunicazione e della raccolta fondi della Fondazione. L’idea ebbe origine dal Comitato delle Signore benefattrici che, nell’urgenza di ricostruire i contatti tra le visitatrici ancora lontane dalle proprie abitazioni, decisero di raccogliere indirizzi e finalità caritatevoli in una piccola agenda coordinata da Ada Bolchini Dell’Acqua. Quella che nacque come una necessità logistica è divenuta nel tempo un’icona della solidarietà meneghina: una storica agenda-rubrica pubblicata ininterrottamente ogni anno per sostenere le opere a favore di chi ha bisogno. Oltre a essere uno strumento pratico per la vita quotidiana, il Libretto Verde ha assunto un valore simbolico straordinario, essendo nato nello stesso anno in cui l’Italia accoglieva la Repubblica e il voto alle donne. Ancora oggi, questo strumento dal sapore antico continua a tessere una fondamentale rete sociale, permettendo di finanziare l’assistenza morale e la distribuzione quotidiana di beni di prima necessità per le neomamme in difficoltà.

Durante la serata, un momento di profonda emozione è sono stato affidato alla proiezione di un filmato evocativo che ha illustrato l’evoluzione della Fondazione: dalla prima accoglienza in “Senavra”, alla creazione della “Casa Materna” nel 1956 – nata grazie alla lungimiranza della “Commissione Visitatrici”, al contributo fondamentale della Signora Anna Bonomi Bolchini e dalla collaborazione tra l’architetto Marco Zanuso e l’artista Lucio Fontana – fino ai progetti più moderni di eccellenza medica e umanizzazione ospedaliera. Particolare rilievo è stato dato a “Casa Costanza” dal 2013, una struttura protetta di accoglienza gratuita per mamme con gravidanze a rischio, e alle recenti donazioni di tecnologie laser e a radiofrequenza per il Policlinico di Milano.

L’atmosfera è stata solennizzata dal concerto della prestigiosa Fanfara del 3° Reggimento Carabinieri Lombardia, anche lei nata nel glorioso 1946, che ha intrattenuto gli ospiti prima del cocktail e della cena conviviale. La celebrazione non è stata solo un tributo al passato, ma un rilancio verso il futuro: il Libretto Verde 2026 conferma la sua missione di strumento sociale, continuando a finanziare la distribuzione quotidiana di generi di prima necessità e il supporto morale nei reparti di patologia della gravidanza.

In una serata dominata dal senso di libertà e sensibilità, simboleggiato anche dal ricordo della mimosa come emblema della donna istituito proprio nel 1946, la Fondazione Ada Bolchini Dell’Acqua ha ribadito che la “bellezza dell’accoglienza” rimane la risposta più forte per proteggere la fragilità e costruire il futuro della comunità milanese.