Il settore retail automobilistico italiano si trova a un bivio, dove la chiave del successo per il futuro sarà sempre più legata al capitale umano e alla capacità di innovare i processi interni. Secondo la recente ricerca HR 2026 – Le priorità delle Concessionarie italiane, condotta dal Centro Studi di Methodos Consulting, le concessionarie si stanno preparando ad affrontare un panorama complesso e in rapido cambiamento. Tra le principali sfide identificate emergono la necessità di attrarre talenti in un contesto di incertezze economiche, il fenomeno del ‘job hugging’ e la revisione radicale dei processi aziendali.
Nel 2026, la gestione delle risorse umane non si limiterà a cercare competenze tecniche, ma includerà anche la selezione di profili in grado di gestire l’innovazione tecnologica, i flussi digitali e le nuove necessità legate all’elettrificazione del settore e all’evoluzione dei sistemi ADAS. Un dato significativo che emerge dalla ricerca è che il 64% delle concessionarie italiane considera la ricerca e selezione del personale come l’attività più critica, pur in presenza di un mercato del lavoro che rimane statico a causa della paura di cambiamenti professionali e della crescente incertezza economica.
Il fenomeno del ‘job hugging’, la tendenza dei lavoratori a mantenere il proprio posto pur in assenza di soddisfazione, rappresenta una delle sfide più grandi per le aziende. Questo contesto, tuttavia, sta spingendo le concessionarie a concentrarsi non solo sulla quantità dei candidati, ma sulla qualità delle competenze ricercate, puntando su figure altamente specializzate, come tecnici e consulenti di vendita orientati alla consulenza, capaci di rispondere alle richieste di una clientela sempre più digitale e informata.
“Questa ricerca nasce proprio per fornire alle concessionarie una bussola: in un’epoca di job hugging, la retention si gioca sulla capacità di ascoltare i reparti, specialmente nel post-vendita, dove la pressione è massima”, commenta Silvia Guidolin, Responsabile HR di Methodos Consulting. “L’evoluzione del settore automobilistico italiano passa dalla capacità delle concessionarie di evolversi, restare competitive e, soprattutto, di mettere al centro il benessere e la crescita del proprio capitale umano.”
La revisione organizzativa come priorità
In risposta a questi cambiamenti, un numero crescente di concessionarie (il 36% del campione intervistato) ha dichiarato la necessità urgente di rivedere la propria organizzazione. La complessità dei modelli di business attuali, che includono una gestione multi-marchio, servizi finanziari e flussi digitali, rende obsoleti i modelli di gestione tradizionali. Le concessionarie sono ora alla ricerca di nuove strutture organizzative, in grado di migliorare l’efficienza operativa, ridurre i passaggi ridondanti e adattarsi più rapidamente ai cambiamenti del mercato.
Questa riorganizzazione aziendale non si limita alla mera gestione dei processi, ma è strettamente legata all’analisi delle competenze interne e alla capacità di individuare chi all’interno dell’organizzazione possieda il potenziale per guidare la trasformazione tecnologica. Secondo Dromo Faffa, CEO di Methodos Consulting: ‘Il 2026 richiede alle concessionarie un salto di qualità nella governance. I processi ‘di una volta’ non bastano più. La creazione di un ecosistema aziendale più brillante e, soprattutto, più umano, è l’obiettivo finale di questa transizione.”
Benessere e reskilling: nuove priorità per il settore
Al di là degli aspetti tecnici, la soddisfazione e il benessere dei dipendenti si confermano come leve strategiche fondamentali per il futuro. Il 50% delle concessionarie italiane, infatti, ha dichiarato che l’obiettivo principale per il 2026 sarà il miglioramento della soddisfazione dei propri dipendenti, seguito dallo sviluppo di competenze critiche per far fronte alle sfide tecnologiche (43%) e dall’inserimento di leadership strategiche (29%).
La transizione verso un settore sempre più orientato alla digitalizzazione e alla sostenibilità richiede, quindi, un continuo aggiornamento delle competenze, con piani di reskilling mirati su tematiche come l’elettrico, la guida autonoma e i processi digitali. Per rispondere a queste esigenze, molti dealer stanno investendo in servizi di coaching, indagini sul clima aziendale e percorsi di formazione specialistica, con l’obiettivo di creare una forza lavoro che non solo reagisca al cambiamento, ma che lo anticipi.
Le concessionarie italiane sono quindi chiamate a un grande cambiamento. Il passaggio da un sistema aziendale tradizionale a un modello più agile e orientato al futuro richiede un ripensamento profondo delle strutture organizzative, della gestione delle risorse umane e delle competenze. La ricerca di Methodos Consulting offre uno spunto fondamentale per il settore: in un’epoca segnata dall’incertezza, solo le aziende che sapranno ascoltare le necessità dei propri dipendenti, promuovere la formazione continua e gestire l’innovazione con competenza, potranno prosperare.

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