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Mancano chip e semiconduttori: la produzione automotive frena, l’usato cresce

La mancanza dei chip e semiconduttori nel settore automotive frena la produzione di auto nuove e spinge l’interesse dei consumatori verso il mercato dell’usato.

Chip e semiconduttori continuano a scarseggiare sul mercato, impattando pesantemente sulla produzione automotive e scombussolando i piani industriali dei costruttori. I nuovi modelli di auto sono sempre più “dipendenti” dall’elettronica, visto che i microprocessori sono diventati fondamentali nella gestione dei sistemi di bordo. Questo sta provocando  il rallentamento e in certi casi il blocco della produzione di auto nuove, con conseguenti ritardi nelle consegne. Dalle recenti analisi di AlixPartners emerge come la mancanza di semiconduttori porterebbe a ben 3,9 milioni di veicoli prodotti in meno nel 2021 in tutto il mondo.

Ma gli effetti non riguardano solo il mercato del nuovo. Secondo i dati interni di AutoScout24 la carenza di auto nuove sta spingendo i prezzi delle auto usate in Italia: da inizio anno a oggi il costo medio delle auto in vendita sul portale (Indice AGPI), sono aumentati di ben il +3,1% (prezzo medio di €17.670). Stessa situazione in altri Paesi europei, con la Germania che ha registrato nello stesso periodo un incremento dei prezzi di ben il +6,1% (media di €22.940), seguita da Belgio con +5,7% (€19.630), Austria con +4,9% (€22.700) e Olanda con +4,5% (€20.150).

Oltre ai prezzi si segnala anche il calo della disponibilità delle auto, a conferma del fatto che l’attenzione dei consumatori si sta spostando verso soluzioni già disponibili sul mercato. Su AutoScout24, a fronte di un calo del -14% degli annunci di rivenditori, le richieste sono invece salite del +12%.

E sul fronte delle vendite di auto di seconda mano? Dopo i primi mesi del 2021 chiusi con il segno meno, a giugno i passaggi di proprietà, al netto delle minivolture, sono aumentati rispetto allo stesso mese del 2019 di ben il +15,5%. Nello stesso periodo sono aumentate le compravendite anche in altri Paesi europei analizzati, con la Francia in testa (+19,4%) seguita da Olanda (+18,5%), Belgio (+16%) e Germania (+12,7%).

E’ una fase di grande cambiamento per tutto il settore automotive. Mentre i costruttori sono costretti a rivedere le proprie strategie, nel breve cresce l’attenzione dei consumatori per il mercato dell’usato, che garantisce disponibilità pressoché immediata delle vetture e un parco auto che risponde a tutte le esigenze – afferma Tommaso Menegazzo, Direttore Marketing di AutoScout24. Un interesse che potrebbe aumentare ulteriormente anche grazie agli incentivi appena stanziati con il decreto Sostegni-bis per l’acquisto di auto di seconda mano Euro 6, a fronte della rottamazione di auto oltre i 10 anni. Si tratta di una sostituzione in favore di vetture di nuova generazione, più efficienti, che possono contribuire a rinnovare il parco circolante italiano, storicamente uno tra i più vecchi d’Europa.”

 

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