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Ottantamila artigiani in piazza. Tra loro anche i carrozzieri

Ottantamila piccoli imprenditori da tutta Italia si sono riuniti a Roma per la manifestazione indetta da Rete Impresa Italia. Tra loro anche molti carrozzieri. Il presidente di CNA: "liberalizzare non deve significare ridurre i carrozziere a meri prestatori d'opera delle assicurazioni"

80mila piccoli imprenditori provenienti da tutto il Paese, giunti alla manifestazione indetta da Rete Imprese Italia in una Piazza del Popolo gremita fino al Pincio, a Piazzale Flaminio, a Via del Corso, come da anni non accadeva più. Presenti anche i carrozzieri, che hanno manifestato contro lo strapotere delle assicurazioni e il sostanziale oligopolio nel settore RcAuto. La “spina dorsale” dell’Italia si è unita per far sentire la propria voce, per spezzare il silezioni delle istituzioni e chiedere che si faccia immediatamente qualcosa contro la crisi.

“Questo è un evento storico di cui la politica dovrà tener conto. Da oggi dovrà rispettare il nostro mondo. Sentire le nostre ragioni. Oggi gli invisibili sono diventati visibili perché le ragioni dell’impresa diventino le ragioni dell’Italia” ha esordito il presidente della CNA Daniele Vaccarino.
Alla manifestazione hanno partecipato compatti Casartigiani, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti, i cui rappresentanti, tutti senza cravatta, si sono avvicendati sul palco. Il primo a prendere la parola è stato il presidente di Rete Impresa Marco Venturi: “oggi si celebra la giornata dell’orgoglio di noi artigiani, commercianti, imprenditori tutti, l’orgoglio delle nostre associazioni e di Rete Imprese Italia, di chi è sempre dimenticato, di chi è considerato un problema. Ma può costituire un problema il 98 per cento delle imprese italiane? Non è, forse, la soluzione al problema?” “Noi non abbiamo perso la speranza – ha continuato il presidente della CNA – abbiamo perso la pazienza. La politica ci ha delusi. Non siamo sereni, siamo incazzati!”. Vaccarino si è quindi idealmente rivolto al presidente del Consiglio incaricato, Matteo Renzi, che è un amante di twitter, rivolgendogli una serie di richieste appunto nella forma della comunicazione sintetica attraverso un nuovo hastag: #noicisiamo.
E allora #noicisiamo, ha cominciato il presidente della CNA, “per ridurre la pressione fiscale a partire dall’Irap, una imposta ingiusta che colpisce il lavoro e chi produce. Perché i capannoni non vengano equiparati alle case di lusso, nei capannoni si produce lavoro”. E ancora, “per combattere la burocrazia: noi siamo un Paese in cui ogni tre giorni hai un adempimento da rispettare, dove per assumere un apprendista sono necessari dodici adempimenti, dove il digitale non riesce a sostituire il cartaceo, dove per tracciare i rifiuti ci si è inventato quel mostro che è il Sistri“.

E nel suo discorso Vaccarino ha fatto riferimento anche ai carrozzieri, lottando “perché liberalizzare non significhi ridurre i carrozzieri a meri prestatori d’opera delle assicurazioni, perdendo la libertà d’impresa, perché liberalizzare non significhi togliere libertà di scelta ai consumatori”.

Attenzione puntata anche sulla questione fiscale: “Come mai, ci domandiamo, quando sei debitore, vieni perseguitato da sanzioni, ganasce fiscali e blocco del Durc e invece quando sei creditore non hai nessun diritto? Chiediamo la compensazione tra debiti e crediti con la Pubblica amministrazione e che le banche tornino a fare il loro mestiere di dare credito alle imprese e alle famiglie”.

E ha conluso: ““Il futuro governo dovrà totalmente cambiare impostazione e proporre un progetto di crescita del Paese. Un progetto costruito sui punti di forza dell’Italia. E noi siamo uno di questi punti, con la capacità di rischiare, di intraprendere, con il nostro saper fare e la nostra creatività. Pretendiamo di essere considerati per il nostro lavoro, le nostre competenze, quanto abbiamo dato e possiamo dare. L’Italia deve ripartire con noi”