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Possibile esclusione dal Sistri per le imprese con meno di 10 dipendenti

Dopo la proroga del Sistri al 2015, si parla ora di un possibile decreto che escluda dal Sistri le imprese con meno di 10 dipendenti. Una prospettiva che trova il pieno appoggio di Rete Impresa

E anche questa volta il SISTRI finisce nel pantano, prorogato per l’ennesima volta. Il sistema di tracciabilità elettronica dei rifiuti  slittato al 2015, sarebbe dovuto entrare in funzione proprio in questi giorni, ma a poche settimane della sua operatività il caos era totale. CNA e le associazioni dei carrozzieri avevano espresso tutta la loro perplessità, chiedendone la proproga. Nel frattempo è emersa la possibilità di escludere dal SISTRI le imprese con meno di 10 dipendenti, che potrebbe essere inserita in un prossimo decreto. Una prospettiva che Rete Impresa appoggia pienamente.

“Prendiamo atto con soddisfazione – si legge in una nota di Rete Imprese Italia sulla entrata in funzione del Sistri – dell’ulteriore sospensione delle sanzioni, della proroga della tracciabilità cartacea e in particolare della prospettiva, annunciata dal Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, di un decreto che escluda dal Sistri le imprese con meno di 10 dipendenti, che di fatto cancellerebbe l’assurda equiparazione dei rifiuti di un parrucchiere e di un piccolo commerciante con quelli di un’industria. E’ la prova che si sta cominciando a comprendere l’inadeguatezza del sistema alle esigenze delle imprese e del Paese”.

“Non muta, quindi, il nostro giudizio profondamente negativo: il Sistri –continua la nota di Rete Imprese Italia – è l’emblema della follia burocratica del nostro Paese. Il sistema ha infatti dimostrato troppe criticità, che riguardano l’interoperabilità, i malfunzionamenti tecnici e tecnologici di dispositivi e sistema, la lentezza delle procedure. Tutto ciò è costato 250 milioni di euro a 300mila imprese italiane. Riteniamo dunque assurdo e dannoso proseguire nella sua implementazione: dobbiamo al più presto sostituire il Sistri con un sistema di tracciabilità che risponda concretamente all’esigenza di una corretta gestione dei rifiuti, attraverso un modello che non gravi sulle aziende con ulteriori costi e procedure complesse ed ingestibili”.

“Il Sistri deve essere superato – aggiunge la nota – è un sistema inefficiente, scarsamente trasparente ed inadeguato, che comporta pesanti rallentamenti per le imprese e, in alcuni casi, addirittura il blocco delle attività. Per questo chiediamo al Governo di procedere rapidamente alla sua sostituzione con un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti pericolosi che serva meglio allo scopo”.
“Per ‘far uscire dalla palude’ le imprese – conclude Rete Imprese Italia – occorre ridurre il peso della burocrazia e del fisco. Finora però il Governo non sembra dello stesso avviso: l’avvio del Sistri e l’incremento delle aliquote TASI sono due interventi che vanno in direzione decisamente opposta alle esigenze del Paese. Si passi dagli annunci ai fatti e si proceda a una vera sburocratizzazione”.