AUTO STORICHE

Scuderia Sant Ambroeus protagonista d’eleganza alla Vernasca Silver Flag 2026

La Scuderia Sant Ambroeus conquista ben 6 premi e si conferma protagonista d’eleganza alla Vernasca Silver Flag 2026. Sedici gioielli d'epoca in pista a Castell'Arquato e bagno di folla per Arturo Merzario su Alfa Romeo.

Ci sono eventi che non si limitano a mettere in mostra il passato, ma riescono a farne respirare l’anima profonda. Il fine settimana dal 19 al 21 giugno 2026 ha visto la Scuderia Sant Ambroeus confermarsi assoluta protagonista di stile, cultura e bellezza alla Vernasca Silver Flag. Conquistando ben 6 premi, la Scuderia ha trionfato nel prestigioso concorso dinamico per auto storiche da competizione che trasforma lo storico borgo di Castell’Arquato e le colline piacentine in un museo a cielo aperto.

L’evento, nato nel 1996 come rievocazione della celebre cronoscalata Castell’Arquato-Vernasca, è orchestrato dal CPAE (Club Piacentino Automotoveicoli d’Epoca). Fedele alla sua filosofia, la manifestazione rinuncia totalmente al cronometro per celebrare esclusivamente la conservazione e l’aspetto culturale del motorsport d’antan. L’edizione 2026 ha tuttavia guardato con decisione al futuro con la partecipazione di una Lancia Flaminia coupè portata dall’ASI, Automobile Club Storico Italiano e alimentata a bio-benzina. Un’iniziativa pionieristica volta a ridurre drasticamente le emissioni di CO2. Con questo passo, la Vernasca Silver Flag ha siglato la sua partecipazione attiva al progetto istituzionale “ASI Net-zero Classic”, dimostrando che l’heritage automobilistico può viaggiare in perfetta armonia con la sostenibilità ambientale.

Il tema portante di quest’anno, “Le auto in livrea”, ha esaltato le colorazioni storiche che hanno scritto le pagine più epiche del collezionismo. La Scuderia Sant Ambroeus ha onorato l’invito schierando, per il sesto anno consecutivo, una formidabile pattuglia di 16 vetture, tra cui spiccavano due splendidi esemplari in livrea dei propri soci: una Lancia Fulvia HF 1600 ex Ballestrieri-Maiga e un’Alfa Romeo 156 D2 Superturismo – ex Works ed ex Nicola Larini.

Il trionfo del Cavallino Rampante: le tre perle di Maranello.

Gli appassionati hanno riservato un’accoglienza trionfale al raro tricolore di capolavori di Maranello presentati dalla scuderia milanese. Ad aprire la sfilata, la maestosa Ferrari 340 MM Carrozzeria Scaglietti del 1953, un mostro sacro da corsa spinto dal leggendario motore V12 di Aurelio Lampredi, che vanta un pedigree sportivo ininterrotto fin dagli anni Cinquanta. Accanto a lei, hanno rubato gli sguardi due icone, entrambe carrozzate Touring Super Leggera. Una rarissima Ferrari 212 E LM Berlinetta, classe 1951, una delle pietre miliari della prima era di Enzo Ferrari; concepita per le massime competizioni endurance dell’epoca (come la celebre maratona di Le Mans, da cui la sigla LM), questa vettura incarna la transizione perfetta tra l’artigianato eroico del dopoguerra e l’inizio del mito globale del Cavallino. L’esemplare in mostra apparteneva ad Edoardo Lualdi Gabardi, pilota della Scuderia Sant Ambroeus degli anni Cinquanta, recentemente scomparso. A chiudere il cerchio delle rosse, la sublime Ferrari 166 MM Barchetta del 1950, capostipite delle grandi scoperte da corsa della casa, il cui design sinuoso e leggero ha ridefinito per sempre il concetto di “barchetta” nel mondo dell’auto.

Dai pionieri dell’anteguerra alle regine del Gran Turismo.

Il percorso espositivo della Sant Ambroeus ha offerto un viaggio cronologico di rara completezza. Il fascino dell’anteguerra è stato magistralmente rappresentato dalla possente Bentley MK VI Special, affiancata dalla raffinata e futuristica Fiat 508 S Balilla MM Aerodinamica, un miracolo di stile italiano applicato ai flussi d’aria. Gli appassionati hanno potuto ammirare anche una straordinaria MG P del 1934, perfetto esempio di roadster leggera britannica.

Salendo negli anni d’oro del design automobilistico, la scuderia ha schierato un’ affascinante Osca F.lli Maserati 187 S del 1957, autentico gioiello della casa modenese fondata dai fratelli Maserati dopo l’addio alla loro azienda originaria. A completare questo straordinario schieramento dinamico hanno sfilato la grintosa Abarth Record Monza del 1960, simbolo dei record di velocità dello Scorpione; Alfa Romeo Giulietta “Goccia” Michelotti del 1961, unico esemplare;  Alfa Romeo Giulia TZ (telaio n. 18) del 1964;  la celebre Alfa Romeo Duetto “Red nose” – vettura protagonista nell’estenuante raid Pechino-Parigi – e infine la scattante coupé bavarese BMW 700 CS, che chiude una rassegna capace, ancora una volta, di unire la cultura automobilistica sotto il segno della passione più pura.

Thierry Boutsen, ex campione di F1, vincitore di 3 GP e gentleman driver d’eccellenza, ha indossato i colori della Scuderia Sant Ambroeus nel corso della parata tra i colli piacentini, pilotando una De Tomaso Pantera Gr. 4.

A suggellare un fine settimana indimenticabile e a mandare in visibilio il pubblico della manifestazione è stata, infine, la firma d’autore più attesa: il ruggito dell’Alfa Romeo 1750 GTV Gruppo 2 che, fiera nei colori ufficiali della scuderia meneghina e magistralmente domata dall’inconfondibile talento e dal leggendario cappello da cowboy di Arturo Merzario, ha ricordato a tutti come la storia del motorsport continui a correre più forte che mai.

Ben 6 i prestigiosi riconoscimenti conseguiti dalla Scuderia Sant Ambroeus nel corso della trentesima edizione della Vernasca Silver Flag:

Ferrari 212 E Berlinetta Le Mans Touring SuperLeggera (di Alessandro Casella) –

Migliore Ferrari della manifestazione;

 

Ferrari 340 MM Scaglietti (di Roberto Crippa) –

Premio ASI;

 

Bmw 700 CS (di Guido Maria Bossi) – insignita di 2 premi:

l’Auto più rappresentativa della storia della Castell’Arquato-Vernasca;

premio degli Sponsor manifestazione;

Alfa Romeo 156 D2 Superturismo – Ex Works ed ex Nicola Larini (di Angelo Miniggio ) – Premio Migliore Alfa Romeo;

 

Alfa Romeo Giulietta SV “Goccia“, Michelotti (di Axel Marx) –

Premio Best of Show auto dopo guerra.