Attualità

Flotte aziendali frenate dal fisco

Le criticità legate alla fiscalità, la diffusione dei dispositivi telematici e l’avanzata dell’elettrico nei parchi auto delle imprese. Avanza (per convinzione ma anche per ragioni di agevolazione fiscale e di bilancio ESG) l’elettrificazione dei parchi auto delle imprese e restano ancora poco utilizzate le potenzialità della telematica.

Sono questi i principali trend registrati dalla instant survey, presentata nel corso della dodicesima edizione del Fleet Motor Day, l’evento annuale dedicato ai gestori delle flotte aziendali promosso a Roma e presso l’autodromo di Vallelunga, da LabSumo, con la partecipazione di Best Mobility e con il patrocinio delle Associazioni ANFIA, ANIASA, Motus-E e UNRAE.

Lo studio ha coinvolto 48 fleet e mobility manager di grandi aziende, per un totale di 82.873 veicoli gestiti, con l’obiettivo di analizzare l’impatto delle norme fiscali sulle scelte di driver e fleet manager, il livello di diffusione della telematica e lo stato dell’elettrificazione dei parchi auto.

Lo studio: fisco, il principale ostacolo alla gestione delle flotte

La sempre maggior complessità del fisco italiano è uno dei principali ostacoli a una oculata gestione delle flotte. L’introduzione dei “nuovi fringe benefit”, con i vari spostamenti del periodo di adozione, ha introdotto modalità di calcolo non chiare per fleet manager: oltre 4 su 10 indicano proprio nel computo del “valore normale” una delle principali complessità, con il passaggio alle nuove aliquote. Tra le altre criticità emergono le riassegnazioni dei veicoli (segnalate dal 32% dei rispondenti) e la gestione delle ricariche domestiche per le auto elettriche (28%), di fatto soggette a una doppia tassazione.

Elettrificazione in crescita
Il secondo focus dell’instant survey ha riguardato la transizione verso l’elettrico che procede, pur se con qualche criticità. Il 71% delle aziende dichiara di aver introdotto in modo significativo veicoli elettrificati nella propria flotta, mentre il 23% non prevede di farlo nel breve periodo e il 6% avanza con circospezione. A spingere verso questa scelta sono soprattutto motivazioni ambientali (38%), incentivi fiscali (37%) ed esigenze legate agli obiettivi ESG (24%).
Tuttavia, lo studio evidenzia anche una contraddizione normativa: l’attuale sistema fiscale penalizza le motorizzazioni full hybrid, equiparate a benzina e diesel. Una scelta che, secondo il 54% dei rispondenti, dovrebbe essere rivista per favorire una transizione più efficace e realistica verso la decarbonizzazione.

Telematica: potenziale ancora inespresso
Resta ancora parziale la diffusione nelle flotte della telematica, strumento chiave per migliorare efficienza, sicurezza e controllo dei costi delle flotte. Il 19% delle aziende utilizza questi sistemi per i benefici economici che possono generare, con una parte che l’attiva solo in caso di incidente o furto. Il 43% non li adotta per problematiche legate a privacy e relazioni sindacali, mentre il 24% indica i costi come principale barriera. In prospettiva i fleet manager evidenziano come l’uso dell’AI potrebbe facilitarne l’adozione limando i costi e aiutando nell’analisi dei dati (il 6% dichiara di non avere tempo per farlo).

Fleet Motor Day: numeri record e test su pista
Come da tradizione, l’evento, nel secondo giorno, ha visto protagonisti test drive su 200 vetture di 65 brand automobilistici, con numerose anteprime, distribuite sui cinque circuiti – pista e off-road – dell’autodromo di Vallelunga. L’edizione 2026 ha registrato numeri record: 380 fleet e mobility manager presenti, più di 980 partecipanti complessivi, 1.185 test drive effettuati e 3.660 minuti spesi negli incontri one-to-one organizzati con piattaforma di business speed date nella Business Lounge.

Le voci del settore
Nel corso dei talk della prima giornata i rappresentanti delle Associazioni di categoria si sono confrontati su diversi temi strategici per la mobilità e sui risultati dell’instant survey. Giuseppe Benincasa, Direttore ANIASA (noleggio e mobilità pay-per-use) ha dichiarato che: “Sempre più aziende e cittadini scelgono di usare l’auto anziché acquistarla, un’evoluzione che evidenzia la necessità di definire una normativa specifica e unitaria per questo settore, che ne regolamenti in modo omogeneo tutti gli aspetti: dall’immatricolazione alla circolazione, con particolare focus sulla fiscalità. Per le imprese italiane serve, infatti, un quadro fiscale più equo, in linea con gli standard europei e soprattutto stabile nel tempo”.

Federico Di Paola – Presidente di Best Mobility (fleet e mobility manager) ha poi evidenziato che: “Lo studio presentato mostra come le aziende possono essere il vero motore dell’elettrificazione della mobilità in Italia. Se l’attuale sistema di tassazione delle auto in fringe benefit spinge in questa direzione, favorendo veicoli plug-in ed elettrici, la carenza di infrastrutture, i costi elevati, l’incertezza dei mercati e la mancanza di una politica di incentivi a sostegno di questa trasformazione rendono difficile il raggiungimento dell’obiettivo. Servono quindi regole più coerenti e stabili che permettano di pianificare investimenti nel lungo periodo per poter rendere davvero effettiva l’elettrificazione della mobilità”.

Andrea Cardinali – Direttore Generale UNRAE (case auto) ha infine osservato come: “Il 2026 mostra segnali positivi, ma il contesto resta fragile e i volumi sono lontani dal pre-pandemia (stima circa -20%). In questo scenario, gestire la transizione richiede politiche certe e interventi sulla fiscalità delle flotte. Stimiamo che, da una revisione della deducibilità delle auto a uso promiscuo e pool, con un costo erariale netto di circa 85 milioni, potrebbero derivare oltre 100.000 nuove immatricolazioni a basse e 0 emissioni. Un volano concreto per l’usato fresco e accessibile e un moltiplicatore ben più efficiente degli incentivi”.