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Vernici cinesi in Europa: dal prezzo ai sistemi completi di refinish. Arriveranno?

Per anni il confronto con la Cina nel settore delle vernici per carrozzeria è stato soprattutto una questione di prezzo. Oggi alcuni produttori stanno costruendo sistemi completi che comprendono vernici, tintometria, spettrofotometri, database colore e software. È una sfida ancora agli inizi, ma da osservare con attenzione.

Per anni, parlare di vernici cinesi per la carrozzeria significava soprattutto parlare di prodotti economici destinati a mercati lontani dall’Europa e difficilmente confrontabili con i sistemi sviluppati dai grandi produttori internazionali.

Oggi lo scenario sta cambiando.

In Cina sono cresciuti produttori che non propongono più soltanto singoli prodotti, ma sistemi completi di refinish: basi, trasparenti, primer, catalizzatori, diluenti, sistemi tintometrici, database colore, spettrofotometri e software. Alcuni dichiarano inoltre una significativa esperienza nell’export verso l’Europa.

Questo non significa che la Cina sia già pronta a conquistare il mercato europeo. Significa però che la tecnologia e l’offerta necessarie per provarci esistono già.

Non solo vernice: il sistema è la vera novità

Tra i nomi che emergono nell’offerta cinese ci sono Washinta, Wonder-Tech/REIZ e SYBON.

Washinta “dichiara” oltre 30 anni di attività nel refinish, esportazioni in Europa da oltre 20 anni e presenza in più di 70 Paesi. Il sistema Wisetone comprende, secondo l’azienda, oltre 100.000 formule e supporta 14 lingue. La società propone inoltre spettrofotometri e una piattaforma per la gestione del colore.

L’offerta comprende anche GONFUMIX, una piattaforma waterborne composta da toner solidi, alluminati e perlati e relativi prodotti di supporto. Un elemento che evidenzia come l’offerta cinese non sia necessariamente confinata ai prodotti solvent-based di fascia economica.

REIZ, marchio refinish di Wonder-Tech, “dichiara” una storia iniziata nel 1995 e una gamma che comprende sistema formulistico, 1K Basecoat, 2K Topcoat, primer, trasparenti, primer epossidici e stucchi.

SYBON, attiva dal 2002, “dichiara” invece uno stabilimento di oltre 30.000 metri quadrati e un’offerta che copre praticamente l’intero ciclo di riparazione, dalla base al trasparente, passando per primer, catalizzatori, diluenti e stucchi.

Una precisazione importante sui dati

Le informazioni relative a storia, dimensioni, presenza internazionale e caratteristiche dei sistemi sono dati dichiarati dalle aziende.

Come evidenziato nel testo, per le realtà cinesi è difficile reperire dati ufficiali e indipendenti relativi alle attività svolte sul mercato domestico. Queste informazioni devono quindi essere considerate come dichiarazioni dei produttori e non come dati indipendentemente certificati.

La sfida non sarà soltanto sul prezzo

È facile immaginare che il principale vantaggio dei produttori cinesi sia il costo della vernice. Ed è certamente uno degli elementi da considerare.

Ma fermarsi al prezzo del barattolo sarebbe riduttivo.

La vera sfida potrebbe arrivare dalla possibilità di offrire alla carrozzeria un ecosistema completo:

vernice + tintometria + spettrofotometro + database formule + software + assistenza.

È esattamente il modello sul quale molti grandi produttori occidentali hanno costruito negli anni il proprio vantaggio competitivo.

La differenza è che alcuni operatori cinesi stanno cercando di proporre un approccio analogo con una struttura di costo potenzialmente più aggressiva.

Per la carrozzeria, quindi, il confronto potrebbe spostarsi dal semplice prezzo di un litro di vernice al costo complessivo della gestione del colore e dell’intero processo di riparazione.

Il prezzo può diventare un’arma

Le quotazioni B2B disponibili sui marketplace internazionali mostrano prodotti refinish cinesi nell’ordine di pochi dollari al litro, con valori differenti in funzione del prodotto, dei volumi e delle condizioni di fornitura.

Ma il prezzo all’origine non può essere confrontato direttamente con quello di un prodotto commercializzato in Europa.

A incidere sul costo finale ci sono infatti trasporto, eventuali oneri doganali, gestione ADR, stoccaggio, conformità normativa, distribuzione, assistenza e formazione.

Il dato più interessante non è quindi necessariamente il prezzo assoluto, ma il margine di manovra che il costo produttivo cinese potrebbe offrire a importatori e distributori europei.

Ed è soprattutto nelle fasce value e nelle carrozzerie maggiormente sensibili al costo che potrebbe aprirsi un primo spazio di mercato.

Entrare in Europa è un’altra cosa

Produrre in Cina e vendere in Europa sono due problemi completamente diversi.

Per i prodotti chimici entrano in gioco REACH, CLP, classificazione ed etichettatura, SDS e gli obblighi relativi a sostanze e miscele. Per i prodotti destinati alla carrozzeria devono inoltre essere considerati i limiti VOC previsti dalla normativa europea.

Un produttore extra-UE deve quindi costruire una struttura in grado di gestire correttamente importazione, conformità e responsabilità lungo la catena di fornitura.

Questa rappresenta una delle barriere che separano oggi il produttore cinese dal mercato europeo.

Ma può diventare anche un’opportunità: chi riuscirà a superare questi ostacoli potrà trasformare il vantaggio industriale cinese in un’offerta realmente competitiva sul mercato europeo.

E i grandi produttori occidentali?

È difficile immaginare, almeno nel breve periodo, un’invasione cinese capace di mettere fuori gioco PPG, Axalta, AkzoNobel, BASF, Sherwin-Williams, Mipa, Lechler e gli altri grandi operatori.

Il vantaggio dei produttori occidentali non risiede infatti soltanto nel prodotto.

È costruito su marchi, reti distributive, assistenza tecnica, formazione, database colore, rapporti con costruttori e flotte e decenni di esperienza nel mercato europeo.

L’eventuale arrivo di concorrenti cinesi potrebbe però modificare gli equilibri sotto almeno tre aspetti.

1. Pressione sui prezzi

I marchi occidentali potrebbero essere chiamati a difendere ancora meglio il rapporto tra prezzo e prestazioni, soprattutto nella fascia value.

2. Velocità dell’innovazione

Se i produttori cinesi riuscissero a proporre rapidamente soluzioni di color matching, automazione e miscelazione a costi inferiori, i grandi gruppi sarebbero spinti ad accelerare ulteriormente gli investimenti tecnologici.

3. Il private label

È probabilmente lo scenario più interessante.

Un produttore cinese potrebbe non arrivare sul mercato europeo con un grande marchio cinese. Potrebbe invece fornire il prodotto a un distributore europeo, che lo commercializzerebbe con un proprio brand.

In questo caso il prodotto potrebbe arrivare alla carrozzeria attraverso un marchio apparentemente europeo, senza che l’utilizzatore finale conosca necessariamente l’origine industriale del sistema.

La partita si sposta dal prodotto al processo

Per i produttori occidentali, la vera sfida potrebbe quindi non essere il singolo barattolo di vernice, ma la capacità di rendere il proprio ecosistema difficile da sostituire.

Software, gestione del colore, automazione, formazione, assistenza e produttività potrebbero diventare ancora più importanti.

La carrozzeria potrebbe essere sempre meno interessata a sapere semplicemente quanto costa una base e sempre più interessata a conoscere quanto costa ottenere una riparazione corretta, nel minor tempo possibile e con il minor consumo di materiale.

È un cambio di prospettiva importante.

La Cina è pronta?

La risposta, oggi, è: in parte.

Non tutti i produttori cinesi presentano lo stesso livello tecnologico, industriale e commerciale. Alcuni sembrano ancora concentrati prevalentemente sull’offerta low-cost e sull’OEM/private label. Altri stanno invece costruendo sistemi che, almeno sulla carta, sono molto più vicini al modello dei grandi produttori internazionali.

La loro effettiva capacità di competere in Europa dovrà però essere verificata prodotto per prodotto, soprattutto sul piano della conformità normativa, della rete distributiva e dell’assistenza tecnica.

Una cosa, però, è già cambiata.

La Cina non sta più cercando soltanto di vendere vernice a basso costo. Sta costruendo sistemi di refinish.

Ed è proprio questo il fenomeno da osservare.

La sintesi di Car Carrozzeria

Cosa sta cambiando nel refinish cinese?

Da: singoli prodotti a basso costo

A: sistemi completi di refinish

Componenti dell’offerta:
Vernici · tintometria · spettrofotometri · database colore · software · assistenza

I tre produttori sotto esame

Washinta
Sistema colore Wisetone, spettrofotometri, piattaforma di gestione del colore e offerta waterborne GONFUMIX.

REIZ / Wonder-Tech
Gamma che comprende basecoat, topcoat, primer, trasparenti, primer epossidici e stucchi.

SYBON
Offerta estesa all’intero ciclo di riparazione, dalla base al trasparente, con primer, catalizzatori, diluenti e stucchi.

Le barriere per arrivare in Europa

Conformità normativa · REACH · CLP · VOC · importazione · ADR · distribuzione · assistenza tecnica · formazione.

Saperne di Più

Le vernici cinesi stanno arrivando in Europa?

Presto per dirlo ma si evidenzia una crescita dell’offerta cinese verso sistemi completi di refinish e una dichiarata esperienza nell’export europeo

Quali produttori cinesi di vernici sono in corsa?

Washinta, Wonder-Tech/REIZ e SYBON, sottolineando però che diversi dati relativi alle aziende sono dichiarazioni dei produttori e non dati indipendentemente certificati.

La Cina compete soltanto sul prezzo delle vernici?

No. La novità  è la costruzione di ecosistemi completi che comprendono vernice, tintometria, spettrofotometri, database formule, software e assistenza.

Quali sono gli ostacoli per vendere vernici cinesi in Europa?

Tra gli elementi citati figurano REACH, CLP, classificazione ed etichettatura, SDS, limiti VOC, importazione, gestione ADR, distribuzione e assistenza.

a cura di Renato Dainotto