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Elettrico in crescita, ma i numeri restano piccoli

Auto elettrica: piace in Cina e in Norvegia, ma in Italia è sempre un passo indietro. I numeri sono in crescita e le colonnine di ricarica potrebbero essere una fonte di propulsione

A fine 2018, i numeri ci dicono che saranno ben 2 milioni le auto elettriche nuove immatricolate. Si, ma nel mondo… con un balzo di oltre 600.000 veicoli rispetto al 2017. La Cina si conferma il mercato più ricco per le vetture “full elettrico”, mentre l’Italia è molto indietro con lo 0,24 del totale immatricolato con motorizzazione elettrica. In Norvegia la fetta oggi si assesta sul 39%, nonostante le temperature invernali siano un ulteriore ostacolo all’autonomia delle elettriche. Da notare però che nella vecchia e cara Europa qualcosa si sta muovendo, oltre all’opinione pubblica iniziano a parlare i numeri.

CHI ELETTRIZZA DI PIU’

In Germania, patria della tecnologia diesel ma anche del dieselgate, dal 2016 al 2018 le immatricolazioni di auto elettriche sono raddoppiate: 55.000 unità pari a un +117%, davanti a Gran Bretagna 47.000 veicoli (+27%) e Francia con 37.000 unità (+26%). L’Italia, invece, arranca con 4.827 veicoli elettrici che sommato a quanto immatricolato negli anni passati porta a un circolante di circa 13mila vetture, davvero poche anche se l’incremento di quasi il 50% fa ben sperare. Un ruolo fondamentale allo sviluppo elettrico della mobilità nazionale lo avrà quello delle colonnine di ricarica sia per numero sia per efficienza. Oggi sul territorio nazionale si contano circa 2.750 punti pubblici di cui 750 installati negli ultuimi 24 mesi con ben 443 high power che abbattono i tempi di fermo per ricarica. Poi ci sono altre 1.300 colonnine private aperte anche al pubblico in aziende, alberghi e altre attività.

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